di Marco Vittoria
Si intitola “Romantica io” il nuovo disco della rocker italiana Pia Tuccitto. In rete i video ufficiali.
Nelle risposte è sintetica, spigolosa ma anche concisa e priva di ridondanze. Per quanto, questo nuovo lavoro è ricco di dolcissime soluzioni romantiche, di quel velo di rabbia che è più figlia di una libertà voluta e pretesa che di un fervore (spesso adolescenziale) che cerca la rivalsa e la rivoluzione. Pia Tuccitto dimostra maturità e anche una certa delicatezza nel tornare a far sue canzoni celebri come “E…” passata agli onori della cronaca nazionale grazie all’interpretazione di Vasco Rossi. Nel nuovo disco che si intitola “Romantica io”, libero da ogni tipo di vincolo discografico, troviamo anche tanti inediti con un sapore sempre molto “Pop” di bellissime melodie che sanno vincere fin dal primo ascolto… E poi la ruggine ed il “ferro degli amplificatori” della rocker che non ci sta ai ricami troppo delicati delle cose. Un bel disco rock che, come ci dice anche Pia Tuccitto, non sapremmo definire in altro modo.
Ho forte l’impressione che il tuo rock si sia fatto più romantico, più dolce… più “Pop” in senso di vicinanza con il pubblico che con un certo stile fedelissimo al genere. Che ne pensi?
“Romantica io” è un album rock, non lo so identificare in altro modo.
In questo disco agli inediti, ti ritroviamo anche in brani del tuo passato. Perché questo bisogno di tornare anche indietro nel tempo?
Le mie canzoni non hanno tempo, quando ho deciso di fare uscire l’album invece del solito singolo ho pensato che alcune di queste erano perfette per stare insieme.
Nonostante questa “rivoluzione” Indie (e le virgolette sono d’obbligo, spero si sia capito il concetto), resti ancorata ad uno stilema che, personalmente, mi riporta alla mia adolescenza, ai tempi dei grandi soli di chitarra elettrica, ai tempi di Italia ’90. Sbaglio? Se potessi dove torneresti armata della tua musica?
Sono nata nel 66…non sono una Indie ma una libera da vincoli.
Nel tempo la musica, sempre più digitale, ho l’impressione che stia eliminando pian piano la dimensione del mestiere “artigiano”. Sempre più computer… non trovi? Come ti rapporti con questo aspetto?
Il fatto è che tutti vogliono cantare e nessuno ha l’umiltà di imparare ascoltando. Il computer aiuta questo sistema, dipende solo dall’ascoltatore saper cogliere il meglio.



