“Basta con le voci allarmistiche sul debito comunale che puntualmente vengono rilanciate per giustificare tagli ai servizi pubblici e nuove privatizzazioni. A chi giovano questi allarmi? Eppure, ben pochi sanno che il debito che grava sulle casse comunali è inferiore, in termini procapite, a quello di altre grandi città come, ad esempio, Milano. Così come pochi sanno che i trasferimenti, sempre in termini pro-capite, che arrivano nella Capitale continuano ad essere, ancora oggi, inferiori a quelli di molti altri comuni, nonostante il fatto che Roma non sia un comune qualsiasi. In realtà, il problema del debito comunale è legato fondamentalmente alla spesa per gli interessi che vengono pagati alle banche. C’è la concreta possibilità di ristrutturare tale debito, iniziando a rinegoziare alcuni derivati e liberando, in questa maniera, una parte delle risorse reperite dall’addizionale comunale Irpef, che oggi vengono assorbite dalla gestione commissariale del debito. Si tratterebbe di circa 200 milioni di euro che potrebbero essere reindirizzati per l’estensione degli interventi a favore delle persone meno abbienti e per nuovi investimenti pubblici. Insomma, ben altro rispetto alla ‘mattanza sociale’ che qualcuno si appresterebbe a realizzare una volta insediatosi al Campidoglio”. Lo dichiara Giovanni Barbera, membro della segreteria romana del Prc.

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