L’ennesimo episodio di bullismo verificatosi a Pordenone ripropone, per il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone, il delicato tema della violenza tra pari che sta sempre più creando veri e propri fenomeni di disagio sociale anche con gravi conseguenze che andrebbero affrontati sempre con una logica del “mai abbassare la guardia” ovvero in maniera continua monitorando costantemente il fenomeno e non solo quando esso viene alla ribalta assurgendo all’interesse della cronaca giornalistica.
Serve, pertanto, prosegue Tissone, una vigilanza continua fatta di ascolto sia nel mondo delle famiglie che presso gli educatori perché ogni successiva azione di contrasto non sarà mai decisiva rispetto all’opera di prevenzione che risulta essere il miglior antidoto per episodi di questo genere. Le forze dell’ordine, intervenendo ex-post, continua Tissone, possono fare ben poco anche se la presenza nelle scuole da parte degli operatori nei percorsi conoscitivi del rischio ha spesso aiutato e aiuta gli stessi educatori oltre che i ragazzi e andrebbe sempre più incentivata. Una effettiva conoscenza del problema agendo costantemente sul versante della prevenzione e del recupero sociale costituiscono, pertanto, il vero contrasto al fenomeno della violenza tra pari.
In questo senso, prosegue Tissone, è spesso utile il materiale elaborato dagli specialisti che, predisposto per fasce di età, è stato messo a disposizione da molte Questure in Italia. Il bullismo, quale forma di vigliaccheria, di violenza e di stupidità di taluni prepotenti verso i più deboli che rovina le amicizie e la scuola non si può tollerare in nessun modo e va, da subito, fermato sostituendolo con il dialogo continuo e il rispetto delle regole, cioè con la legalità diffusa. A tal proposito, conclude Tissone, non va inoltre dimenticato che i bulli spesso non si rendono nemmeno conto di fare del male anche a loro stessi, perché rovinano anche il loro ambiente impedendo alle persone che li circondano di essere serene, di divertirsi e di imparare insieme, se i giovani non sanno più divertirsi con i loro coetanei e ricorrono alla violenza, vanno aiutati anche loro a crescere.


