di Emanuele Mendola

Nel diario che non ho, alla pagina “venerdì 13 novembre 2015”, avrei potuto scrivere di aver letto sul sito dell’ANSA che quel giorno circa trenta paesi hanno celebrato la “giornata mondiale della gentilezza” (http://tiny.cc/qne65x), che in sei paesi europei sono state eseguite dal ROS (e dalle forze di polizia estera, coordinate da Eurojust), 17 misure cautelari emesse dal tribunale di Roma ai danni di presunti terroristi dell’ISIS (http://tiny.cc/wae65x), e che poche ore dopo Parigi si trovava letteralmente “sotto attacco” (http://tiny.cc/4tg65x). Cosa hanno in comune i tre eventi? Apparentemente nulla! Una tranquilla giornata di metà novembre è stata segnata da terribili attentati terroristici, e i nostri cugini francesi si sono trovati -loro malgrado- a partecipare alla giornata mondiale della gentilezza, organizzando l’iniziativa che, con gli hashtag ‪#‎PorteOuverte‬ e ‪#‎PortesOuvertes‬, è riuscita a dare un nuovo e più profondo significato al loro “Fraternitè”: chiunque si fosse trovato lontano da casa propria avrebbe potuto passare la nottata ospitato da persone che si sono gentilmente offerte di “aprire le porte” di casa propria.
A questo hashtag ne sono seguiti altri di “solidarietà mediatica” per le vittime degli ignobili attentati: ‪#‎PrayForParis‬ ‪#‎JeSuisParis‬ ‪#‎PrayForWorl‬ ‪#‎ThinkForParis‬ (e molti ancora), oltre a iniziative -più o meno- spontanee di solidarietà sui social, come la sovrapposizione di una bandiera francese alla propria immagine del profilo di Facebook, o la condivisione di preghiere, canzoni, poesie, ecc.
Com’era purtroppo prevedibile, sono stati anche scritti (e pronunciati) troppi messaggi di incitazione all’odio nei confronti dei fedeli di una religione che in italiano vuol dire PACE. Quello che è successo venerdì è certamente un gesto ignobile da condannare, con forza. La forza degli eserciti che si trovano/troveranno a combattere quella che l’amato Papa Francesco definisce da molto tempo “terza guerra mondiale, combattuta a pezzi”.
Secondo una stima che ho letto online, i terroristi riconducibili complessivamente all’ISIS, a Boko Haram e Al Quaeda rappresentano lo 0,003% degli oltre 1,6 miliardi di persone che professano la religione islamica. Senza spostarci da Parigi, per capire quanto sia piccolo lo 0,003%, basterebbe pensare che quei terroristi sarebbero “alti” poco meno di un centimetro, se confrontati con la Tour Eiffel.
Sono consapevole di non poter fare molto per questa vicenda. Ma sono altrettanto convinto che INSIEME possiamo fare la differenza. L’ispirazione per scrivere l’inizio e la conclusione di questo post, l’ho avuta da uno dei più influenti idoli mondiali, nonché più giovane vincitrice del Premio Nobel per la Pace: Malala Yousafzai. Non ho mai letto la sua biografia e fino a poche ore fa sapevo veramente poco della sua vita. Oggi pomeriggio ho colmato questa lacuna, assistendo alla proiezione del film “He named me Malala” (http://www.henamedmemalalamovie.com/) all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove si è svolta la prima TEDxYouth capitolina, in contemporanea con altre 100 città nel mondo.
Consiglio vivamente la visone del documentario che racconta la vita di una bambina condannata a morte dai terroristi pakistani, sopravvissuta ad un colpo di fucile sparatole in testa, e che dopo la rianimazione ha continuato la sua campagna in favore dell’istruzione di oltre 66 milioni di bambine che vivono nei paesi più poveri del mondo, andando a visitarle nelle loro scuole, offrendo loro borse di studio e condividendone le storie in occasione degli eventi e delle conferenze a cui è invitata a partecipare.
La storia di Malala, è intimamente collegata con gli attentati terroristici, di qualsiasi paese. La promozione dell’istruzione è, infatti, l’arma più efficace per annientare il più pericoloso dei nemici dell’umanità: l’ignoranza.
Emanuele Mendola

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)