Sin dalle origini della città nella valle del Foro Boario si teneva il mercato degli animali, e qui si trovano due dei templi più antichi legati ai commerci: il tempio di Ercole e quello di Portunus. Dopo 30 anni di chiusura, i templi sono nuovamente visitabili e in particolare in quello di Portuno è stato restaurato un ciclo di affreschi datato tra l’VIII e il IX secolo. Il tempio, divenuto chiesa cristiana dedicata a Santa Maria Egiziaca, protettrice delle prostitute, presenta un rarissimo esempio, sulla scena romana, di soggetti del tutto inediti sulla vita di Maria, dall’infanzia alla morte, ripresi dai Vangeli apocrifi. Poco distante dalla valle del Foro Boario è il Velabro, luogo strettamente legato al mito della fondazione di Roma; fu qui, secondo la leggenda, che i gemelli Romolo e Remo, figli della Vestale Rea Silvia, furono abbandonati in una cesta e miracolosamente salvati e nutriti dalla lupa. Sotto la pavimentazione del Velabro scorre la più grande opera idraulica dell’antichità: la Cloaca Massima, il cui sbocco è ben visibile sotto i muraglioni del Tevere. La chiesa di S. Giorgio del IX secolo poggia le sue fondamenta sulla Cloaca Massima, così come i due archi romani di Giano e degli Argentari. Di nuovo, con gli Argentari, ritorna la memoria della vocazione commerciale della zona; l’arco fu, infatti, eretto a spese della Corporazione degli Argentari e dei negozianti di buoi e dedicato all’Imperatore Settimio Severo. Il Velabro è probabilmente uno degli angoli più affascinanti e dimenticati di Roma, incuneato tra il Foro alle spalle e le costruzioni più moderne che quasi lo nascondono.
Appuntamento sabato 5 dicembre ore 10,00 di fronte alla chiesa di S. Maria in Cosmedin in Piazza della Bocca della Verità
(ricorderemo – per l’appuntamento – di tenersi sull’angolo, al fine di non confondersi coi turisti diretti alla Bocca della Verità)
Durata della visita 2 ore ca.


