I 18 chilometri di mura che cingono Roma, costruiti tra il 271 e 274 D.C, appaiono come l’ultimo strenuo tentativo dell’Impero – in via di dissoluzione – di fortificare Roma contro i sempre più pressanti tentativi di invasione. Il tratto meglio conservato delle mura corrisponde anche alla porta sud di S. Sebastiano, attraverso la quale i cortei trionfali nei secoli successivi, in epoca cristiana, entravano in città. Su pietra, calce e mattoni è scritta la memoria di 1800 anni di vita, una testimonianza di continuità tra la Roma imperiale e quella poi cristiana.

Il Museo offre l’opportunità di conoscere la storia dell’organizzazione difensiva e delle tattiche militari dell’esercito dell’antica Roma insieme alla possibilità di una suggestiva passeggiata dentro le mura. Ma il suo interno riserva anche la sorpresa di mosaici di epoca fascista, voluti a decorazione del pavimento dal gerarca Ettore Muti, che di Porta S. Sebastiano fece la sua estrosa residenza. I suoi arresto e morte sono fra i tanti misteri d’Italia che ancora attendono di essere rivelati.

 

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