Il rock che incrocia il punk nella maniera più facile ed immediata possibile è la caratteristica portante del primo album dei Teenage Riot “Scimmie sulla luna”, prodotto da Paolo De Vito.
Diciamolo subito: a conclusione dell’ascolto si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un disco suonato bene e con buoni arrangiamenti, ma il tutto pecca sicuramente di originalità, visto che le canzoni sembrano seguire un filone unico senza riuscire a distaccarsi stilisticamente l’una dall’altra.
Le otto tracce più la intro soffrono infatti di rifarsi spesso a stereotipi già troppe volte sentiti: fortissime sono le influenze di un certo rock americano anni ’90 che spazia dal grunge alla Nirvana al punk rock più spinto.
Rimane comunque un onesto lavoro anche se, come detto, ha troppo di già sentito.
L’idea di partenza è sicuramente d’effetto: il disco è concepito intorno ad un ipotetico sbarco sulla luna di una scimmia, mandata nello spazio dall’uomo, con l’uomo stesso che poi va a provare un profondo senso di alienazione , disagio e paura frutto dell’impossibilità di reagire agli accadimenti della vita.
Tutte queste sensazioni sono traslocate nella realtà dei giorni nostri nella nostra Italia.
Protagoniste assolute del disco sono le chitarre che dettano legge in ogni brano.
Dopo l’iniziale intro inizia il viaggio, ma l’originalità non la fa certo da padrone nelle otto canzoni presenti.
Non mancano però spunti interessanti, anche se bisogna aspettare l’ottava traccia “Costretti a perdere” per uscire da un cliché già in un certo senso scritto: le atmosfere del brano, intime ed acustiche, con l’inserimento del sax di Sandro “sax” Nocco (che interviene anche in “La scimmia sulla luna“) nel mezzo rialzano le quotazioni dell’intero album, altrimenti troppo poco ispirato.
Fra le altre canzoni “La scimmia sulla luna” e la successiva “Dopamina”, pur rientrando nei canoni già detti in precedenza, hanno comunque buoni spunti.
“La terapia del Sig. Fante” rappresenta uno strano ibrido fra Faith No More e Nirvana.
“A mente lucida” è un altro buon momento musicale, ma poi si torna di nuovo in territori ampiamente noti con “Inferno: 5° cerchio” e nella conclusiva “Il male migliore”.
L’esperienza è dalla parte dei Teenage Riot che hanno già calcato palchi importanti aprendo i concerti di nomi quali Ulan Bator, Enfance Rouge, Calibro 35, Gazebo Penguins, Meganoidi e Vallanzaska e sicuramente “Scimmie sulla luna” è un album che suonerà molto bene live.
Dal punto di vista discografico è però lecito aspettarsi di più da una band che attendiamo con curiosità alla prossima prova certi che sapranno metterci più originalità, cercando di puntare su una base di partenza già buona per trovare uno stile più personale.
Pregevole invece l’artwork a cura di Pietro De Marco che collabora anche alla copertina con Cristiano Metrangolo (autore di tutte le tavole).
Intanto seguite i Teenage Riot ovvero Cristiano Metrangolo (chitarra / voce), Stefano Greco (basso), Ilario Surano (batteria) sulla loro pagina facebook all’indizzo https://www.facebook.com/TeenageRiotband


