di Valentina Ferraro
Papa Francesco conferma la linea dura per i casi di pedofilia. Per la prima volta nella storia del Vaticano, infatti, è stato arrestato un ex nunzio, Jozef Wesolowski, sul quale pendevano pesanti accuse di abusi su minori, avvenuti nella Repubblica Dominicana, dove Wesolowski ricopriva il ruolo di Rappresentante diplomatico della Santa Sede. Attualmente l’ex nunzio si trova agli arresti domiciliari presso i locali del Collegio dei Penitenzieri all’interno delle mura leonine. A carico di monsignor Wesolowski era già stata avviata un’indagine penale da parte del Tribunale di prima istanza dello Stato della Città del Vaticano, tuttavia, vista la gravità delle accuse, è stato proprio Papa Bergoglio a richiedere un’accelerazione nel procedimento, come ha spiegato in una nota il direttore della sala stampa vaticana, Padre Lombardi: «L’iniziativa assunta dagli organi giudiziari dello Stato è conseguente alla volontà espressa del Papa, affinché un caso così grave e delicato venga affrontato senza ritardi, con il giusto e necessario rigore, con assunzione piena di responsabilità da parte delle istituzioni che fanno capo alla Santa Sede».
«Al prelato – si legge ancora nella nota – già condannato in prima istanza dalla Congregazione della dottrina della fede alla riduzione allo stato laicale al termine di un processo amministrativo penale canonico, sono stati notificati i capi di imputazione del procedimento penale avviato a suo carico per gravi fatti di abuso a danni di minori avvenuti nella Repubblica Dominicana». Infine, Padre Lombardi spiega che, proprio a causa della gravità degli addebiti, l’Ufficio inquirente ha deciso di «disporre un provvedimento restrittivo che, alla luce della situazione sanitaria dell’imputato, comprovata dalla documentazione medica, consiste negli arresti domiciliari, con le correlate limitazioni, in locali all’interno dello Stato della Città del Vaticano».


