di Francesco Moresi
Si è appena conclusa la conferenza stampa di presentazione di Antonio Conte, dopo la firma ufficiale sul contratto che lo legherà alla nazionale italiana per due anni andando a percepire circa 3,6 milioni di euro di cui 2 sborsati direttamente dallo sponsor tecnico dell’Italia: la Puma.
La conferenza si è aperta con le parole di Tavecchio, neo presidente federale, che ha confermato la voglia di risollevare le sorti della nazionale italiana, ribadendo che la scelta di Conte rappresenta la migliore e la più eccellente per poter ambire a traguardi importanti, primo tra tutti il prossimo europeo, quello del 2016.
Dopo le parole del presidente federale, è arrivato il momento di Conte che ai microfoni ha mostrato un’iniziale e prevedibile emozione. Il neo c.t. azzurro si è inizialmente soffermato sulla situazione in cui versa il calcio nostrano, caduto in basso dopo il clamoroso flop mondiale che ha portato alle doppie dimissioni di Abete e Prandelli. Conte ha subito dichiarato che il primo obiettivo sarà quello di creare un gruppo di giocatori compatto e affamato di vittorie, in modo da permettere alla nazionale italiana di tornare ad essere una delle prime al mondo.
Durante la conferenza, nella parte iniziale, il neo allenatore azzurro ha cercato di spiegare quali saranno i suoi metodi di lavoro, ribadendo l’importanza di raduni più frequenti rispetto al passato per poter valutare più giocatori, sia dal punto di vista fisico ma soprattuto tecnico.
Inevitabili sono state, poi, le domande sul suo addio alla Juventus, alle quali l’ex bianconero ha risposto anche piccatamente, sostenendo di aver abbandonato la guida della “vecchia signora”, poichè al termine di un ciclo importante conclusosi con tre scudetti conquistati in altrettanti anni.
Infine Conte ha voluto ribadire l’importanza di essere un selezionatore oltrechè responsabile di tutto il settore tecnico azzurro a cominciare dall’Under 21. L’obiettivo del neo c.t. azzurro sarà quello di rapportarsi in maniera intensa ed assidua con tutti i tecnici, di serie A e serie cadetta, confrontandosi su metodologie di lavoro e schemi tattici, con la speranza di trasformare nel più breve tempo possibile la nazionale maggiore in una squadra, in grado di poter competere contro chiunque e lottare per raggiungere i successi che gli spettano.