di Rosanna De Vita
Dalla descrizione del 1836 di Charles Dickens ne “Il circolo Pickwick” di un personaggio obeso, notevole per il suo appetito e per i molti attacchi di sonno durante il giorno, the “wonderfully fat boy” Joe, che poteva quasi far sorridere, siamo arrivati oggi di fronte la consapevolezza di una importante condizione patologica per le problematiche cardiovascolari che da essa derivano: ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, stroke. Conseguenza di tale disordine del respiro sono, inoltre, incidenti automobilistici e sul lavoro. Ogni anno 1,3 milioni di persone sono vittime di incidenti letali e quasi 50 milioni di persone restano ferite in incidenti stradali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che, se non si interverrà per risolvere questo problema, entro il 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa di morte più comune del pianeta. Gli studi effettuati hanno rilevato che una quota che si aggira tra il 20% e il 40% degli incidenti mortali ha come causa principale o fattore concomitante la stanchezza e la sonnolenza che limitano la vigilanza e la reattività durante la guida. Le apnee notturne, disturbando la struttura del sonno, provocano sonnolenza diurna con riduzione della vigilanza e delle capacità di attenzione.
La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è caratterizzata da periodici fenomeni di ostruzione parziale o completa delle prime vie aeree durante il sonno e, quindi, da una cessazione intermittente dell’afflusso di aria al naso e alla bocca mentre il soggetto sta dormendo, associata a fasiche cadute della concentrazione di ossigeno nel sangue, con conseguenti desaturazioni dell’emoglobina arteriosa: le apnee ostruttive, accompagnate dall’aumento dello sforzo inspiratorio per vincere l’ostruzione delle vie aeree superiori. Molteplici fattori predispongono all’insorgenza della sindrome: l’eccesso ponderale con un BMI (body mass index)> 29, non solo per l’ispessimento della parete posteriore del faringe per deposito di grasso, ma anche per l’aumento della circonferenza della vita. Questa correlazione è supportata da
numerosi dati epidemiologici. Altri fattori predisponesti sono rappresentati da una circonferenza del collo>43 cm negli uomini e >41 cm nelle donne, dall’età adulto-avanzata e dal sesso maschile. In effetti la prevalenza della sindrome è del 2% nelle donne e del 4% negli uomini fra i 30 e i 60 anni. Il trattamento dell’OSAS è in grado di fornire grandi vantaggi a coloro che sono affetti da questa sindrome. Dunque, risulta estremamente importante ottenere una diagnosi precoce. Essa deve essere il risultato della integrazione di dati clinici e strumentali. Importante una dettagliata anamnesi raccolta dal paziente e dal partner e, dunque, la ricerca di sintomi quali russamento, pause respiratorie (riferite dal partner),risvegli con sensazione di soffocamento, sonnolenza diurna. Il “ gold standard” per la diagnosi di OSAS è la polisonnografia, della durata di una notte (con monitoraggio della saturazione d’ossigeno, della funzione cardiaca, dello stadio del sonno con l’EEG, della corrente aerea nasale e orale, del tono dei muscoli della mascella con l’EMG, della posizione durante il sonno, dei movimenti del torace e dell’addome ) e monitorata da un tecnico specializzato in un laboratorio del sonno. Tale metodica non è, però, facilmente eseguibile. In considerazione dell’alta incidenza dell’OSAS, del limitato numero di laboratori del sonno, dei lunghi tempi di attesa e degli alti costi sono state formulate raccomandazioni circa l’uso di sistemi di monitoraggio portatili non sorvegliati (che registrano lo sforzo respiratorio, l’ostruzione della corrente aerea, la posizione durante il sonno).
Non prima di 140 anni da “Il Circolo Pickwick“ si iniziava a comprendere ciò che Dickens aveva descritto. La condizione medica di Joe fu presentata come la “Sindrome di Pickwick” da Burwell nel 1956, alterazione patologica caratterizzata da pause o interruzioni del respiro durante il sonno. In Italia la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno colpisce ufficialmente più di due milioni di individui che oggi possono fare tanto per guarire. Grazie Dickens!


