di Francesco Moresi
Il calciomercato è iniziato da poco meno di un mese e già in Italia c’è una regina: la Roma. La squadra giallorossa fino ad ora è stata senza subbio la più attiva avendo già acquistato ben sei giocatori, tra cui Iturbe che ad oggi risulta essere il colpo più costoso della serie A. I capitolini inoltre hanno appena ufficializzato l’acquisizione di Davide Astori, strappato ai cugini laziali, dopo un blitz notturno di Sabatini, vero e proprio leader in questo primo scorcio di mercato estivo. Lo sgarbo subito da parte della Roma, di certo non ha rasserenato l’ambiente in casa Lazio, dove la contestazione nei confronti del Presidente Lotito rimane all’ordine del giorno. Va detto comunque che i biancocelesti hanno acquistato tre giocatori importanti, puntellando, le tre zone nevralgiche del campo: difesa, centrocampo e attacco, anche se manca ancora molto per poter aspirare di competere ad alti livelli.
Discorso analogo per le milanesi, anche se l’Inter è un passo in avanti rispetto ai cugini rossoneri, poiché il processo di rifondazione è già iniziata lo scorso anno, portandosi dietro tutti i travagli e le difficoltà del caso. I neroazzurri hanno comunque confermato Mazzarri ed acquistato Dodò dalla Roma e M’vila dal Rubin Kazan ed a breve chiuderanno per il grintoso centrocampista cileno Medel.
Il Milan, invece, ha completamente rivoluzionato la squadra, affidandosi a Filippo Inzaghi ed acquistando per ora solo parametri zero, comunque validi: Menez e Alex. Galliani è sempre in prima linea e pronto a fiutare gli affari che, come si sa, nel caso del calciomercato si concretizzano spesso e volentieri negli ultimi giorni o addirittura ore, in prossimità della chiusura della sessione.
Anche il Napoli ha confermato il suo allenatore Benitez, mantenendo per ora intatta la rosa dello scorso anno, aggiungendo tre pedine utili al mister partenopeo, per ampliare la rosa, ma sicuramente non in grado di spostare gli equilibri. Così come la Fiorentina, piuttosto immobile sul fronte entrate a causa dello stallo dovuto alla posizione di Cuadrado, corteggiato da molte big europee, che per il momento hanno solo sondato il terreno in attesa di ottenere uno sconto sul cartellino considerato troppo esoso.
Detto ciò, risulta inevitabile il paragone con gli altri campionati, soprattutto se ci si confronta con la Premier League o con la Liga spagnola dove Barcellona e Real Madrid la fanno da padroni, sempre attivissime e pronte a spendere cifre esorbitanti per i migliori giovani in vetrina del panorama calcistico internazionale. L’esempio lampante è senz’altro il caso di James Rodriguez, acquistato lo scorso anno dal Monaco per una cifra che si aggirava intorno ai 40 milioni di euro e rivenduto quest’estate alle “merengues” quasi al doppio, dopo essere stato trattato anche dal Barcellona. I “blaugrana”, invece, si sono accontentati del “pistolero” Suarez, acquistato per 90 milioni di euro dal Liverpool, nonostante la pesante squalifica che lo terrà lontano dai campi fino ad Ottobre (per il morso a Chiellini durante i mondiali in Brasile ndr.). L’Inghilterra non è da meno e il Chelsea ne è l’esempio. Prima dell’inizio del mondiale i “blues” hanno perfezionato l’acquisto dell’attaccante brasiliano naturalizzato spagnolo Diego Costa, prelevato dall’Atletico Madrid. Anche in questo caso si parla di una cifra esorbitante, momentaneamente ammortizzata dalla cessione di David Luiz al Paris Saint Germain che per accaparrarsi le prestazioni del centrale di difesa brasiliano si è “limitato” a spendere 50 milioni di euro; spese folli, numeri astronomici e inimmaginabili, decisamente fuori portata per il calcio italiano.
Pensare che La FIFA aveva introdotto il famoso fair play finanziario, con l’obiettivo di punire tutte quelle società con i conti in rosso e bilanci negativi. A maggio in tal senso, la FIFA stessa aveva inflitto una maxi multa al Barcellona, poi revocata ed al Manchester City che nonostante il richiamo, non curante ha comunque acquistato il giovane difensore Mangala dal Porto per la “modica” cifra di 40 milioni di euro.
L’Italia sembra essere lontana anni luce da queste realtà, certo è che un rinnovamento della FIGC gioverebbe e non poco alle società di serie A. Il primo passo è senza dubbio la costruzione di stadi di proprietà, come accaduto già a Torino con la Juventus, per ottimizzare al massimo i guadagni ed alleggerire le casse delle società.
La Roma in questo senso sta portando avanti un progetto innovativo che però sta trovando ostacoli burocratici che di fatto, stanno impedendo al Presidente James Pallotta di procedere con la costruzione dello stadio.
Dall’altro lato, invece, saranno fondamentali i controlli, da parte della FIFA, sui bilanci di tutte le migliori società europee, che fanno parte del gota internazionale, punendo eventualmente chi non riuscirà a far quadrare i conti in bilancio. Solo in questo modo si potrà riconsiderare nuovamente il calcio uno sport e non più solo un business.