di Francesco Moresi

Nella diciottesima tappa del Tour de France, l’italiano Vincenzo Nibali ipoteca la vittoria finale, staccando tutti sull’ultima salita andando a vincere per la quarta volta in questa Ground Boucle.
L’ultimo ciclista italiano ad aver conquistato quattro vittorie al giro di Francia fu il velocista Alessandro Petacchi, soprannominato da tutti “Alejet” per le sue qualità di scattista.
Per Nibali si avvera un sogno, ben 15 giorni in maglia gialla, dettando legge prima sulle Alpi e infine sui Pirenei, sbaragliando la concorrenza con quegli scatti che ai più romantici ricordano quelli del Pirata in quel lontano 1998, anno in cui Pantani conquistò la Francia, firmando una storica doppietta: Giro d’Italia e Tour de France.
La frazione odierna è quella del temuto Tourmalet, ultima tappa pirenaica ed ultima possibilità per gli avversari dello “squalo messinese” di rimettere in gioco le sorti del Tour. L’Astana di Nibali sin dall’inizio del “tappone pirenaico” controlla senza forzare, con uno Scarponi stoico, vera e propria ombra del leader del giro Nibali. Nell’ultima salita quella di Hautacam, con pendenze medie del 7,8% e punte del 14%, il primo a scattare nel gruppo di testa è Nieve che lascia sul posto Kadri in fuga dal Tourmalet. A meno dieci chilometri dal traguardo, il messinese ingrana la marcia, creando il vuoto tra se e gli avversari, andando a riprendere Horner, scattato precedentemente ma ormai a corto di energie. In soli due chilometri Nibali riesce a riprendere i fuggitivi Kadri e Nieve superandoli con disinvoltura e viaggiando fianco a fianco del polacco Majka. Negli ultimi chilometri Nibali forza ancora, costringendo il suo compagno di fuga ad alzare bandiera bianca, procedendo come un treno sulle ali dell’entusiasmo fino al traguardo finale.
I distacchi al termine della tappa sono importanti, infatti il messinese infligge ben 1’10’’ a Pinaut, 1’12 al polacco Majka e ben 2’ allo spagnolo Valverde, crollato nel finale e ormai distante 7’23’’ in classifica generale da Nibali e fuori dal podio a scapito dei francesi Pinaut e Peraud.
Ormai per la passerella finale agli Champs-Élysées mancano solo pochi ostacoli ed uno di questi è la maxicrono di sabato, che non dovrebbe però creare problemi al leader della Ground Boucle che può gestire più di 7’ di vantaggio sul secondo in classifica.
Dopo 16 anni dall’ultima vittoria italiana, griffata Pantani, un altro ciclista nostrano salirà, quindi, sul gradino più alto del podio, entrando di fatto nella Hall of Fame dei ciclisti di tutti i tempi, al fianco di mostri sacri del calibro di Bartali, Coppi e Felice Gimondi.