Il SICEL (SINDACATO ITALIANO) preannuncia proteste davanti la sede della struttura sanitaria “Villa Claret” per chiedere che vengano rispettati i diritti delle lavoratrici della SIAR (Società che gestisce la struttura). Le iniziative di protesta inizieranno il 1° Agosto con un banchetto di protesta davanti la sede di Villa Claret in via dei Colli Portuensi a Roma. I Sindacalisti del SICEL chiederanno alla dirigenza della SIAR e alla proprietà di Villa Claret un immediato incontro per discutere delle varie problematiche riscontrate dalle dipendenti all’interno della casa di riposo. Nel caso di mancata convocazione o di accoglimento delle richieste formulate in più occasioni dal Sindacato Italiano, le proteste proseguiranno ad oltranza e non si escludono assemblee permanenti e scioperi del personale SIAR. “Abbiamo richiesto in più occasioni di essere convocati dalla SIAR – Dichiara Alessio Minadeo Segretario Confederale del SICEL Cooperative e Multiservice – ma abbiamo ricevuto solo risposte inutili. Abbiamo esposto i problemi delle dipendenti, ma la SIAR ha comunicato solo con due righe che non essendo firmatari del CCNL di categoria non erano tenuti a convocarci, senza rispondere nemmeno in modo parziale alle nostre richieste, dimostrando di non aver rispetto per le proprie dipendenti. Il SICEL è il sindacato maggiormente rappresentativo nella struttura avendo circa il 50% delle iscritte e quindi la SIAR era tenuta a convocarci, ma di questo e di altre cose si occuperà il nostro ufficio legale con il Dott. Luigi Leoncilli. Nella struttura ci sono ben trenta ospiti, alcuni dei quali non autosufficienti, e la SIAR ha predisposto per la loro assistenza solo una unità lavorativa per turno, una la mattina, una il pomeriggio e una la notte. Addirittura l’unica unità operativa si occupa anche della terapia pur non essendo inquadrata come infermiera cosa non consentita dalla legge, assumendosi responsabilità non previste. Una cosa assurda che mette sotto stress fisico e psicologico insostenibile i dipendenti e chiaramente non rende un servizio, nei confronti degli ospiti, ottimale. Senza contare il fattore sicurezza specie durante le ore notturne. Inoltre la situazione dei rapporti tra società e lavoratori è pessima, le comunicazioni vengono effettuate in forma verbale senza mai un ordine di servizio o comunicazione per iscritto, addirittura anche in caso di messa in cassa integrazione. Senza contare che nel caso di una lavoratrice infortunatasi mentre era completamente sola nella struttura si stanno creando delle situazioni che potremmo definire mobbing. Non solo la struttura ha delle carenze in organico che procura diversi disagi alle lavoratrici, ma la situazione interna è molto tesa. Abbiamo pazientato come prevede la legge limitandoci a comunicazioni a mezzo fax ma ora basta! Addirittura ai nostri sindacalisti è stato impedito di entrare nella struttura anche solo per assistere le lavoratrici durante la firma del nuovo contratto di lavoro. Se pensano che una lavoratrice, anche se con contratto da socio- lavoratrice, può subire tutto, si sbagliano di grosso! E il fatto che non siamo firmatari del CCNL non ci fermerà certo! Siamo un sindacato rivoluzionari non assoggettato ai poteri occulti dei partiti e dei sindacati confederali. Iniziamo il !° Agosto davanti la struttura, nel frattempo il nostro Avvocato provvederà ad avviare tutte le procedure legali necessarie a far valere i diritti delle lavoratrici comprese denunce presso l’Ispettorato Provinciale del lavoro. Chiederemo l’appoggio anche dai familiari degli ospiti che sono all’interno della struttura che saranno sicuramente d’accordo visto che questa situazione penalizza anche l’assistenza dei propri parenti. Informeremo anche la proprietà visto che sono responsabili indiretti di quello che accade a Villa Claret. Noi lotteremo fino alla fine per difendere le lavoratrici, ora la palla passa alla SIAR, vediamo cosa vogliono fare, noi non ci fermeremo finchè le nostre richieste non verranno accolte. Le Lavoratrici delle cooperative non sono lavoratrici di serie B, hanno dei diritti come tutti i lavoratori e devono essere rispettati”.


