Roma, 8 mar. – I dipendenti pubblici che violano il codice di comportamento approvato dal Consiglio dei ministri rischiano sanzioni gravi che arrivano fino al licenziamento.
E’ quanto si legge nella Relazione illustrativa allo schema di Dpr approvato nella riunione di oggi.
Il Codice di Comportamento prevede per “violazioni gravi o reiterate l’applicazione della sanzione del licenziamento con preavviso”.
Inoltre “la violazione dei doveri contenuti nel codice, compresi quelli relativi all’attuazione del piano di prevenzione della corruzione” e’ “fonte di responsabilita’ disciplinare”. “Pertanto, – si legge ancora nella relazione – nel rispetto della norma che fonda il potere regolamentare del Governo, il presente codice prevede espressamente che la violazione dei doveri di comportamento in esso contenuti e di quelli previsti dai codici adottati dalle singole amministrazioni costituisce fonte diretta di responsabilita’ disciplinare per i pubblici dipendenti.
In cio’ si differenzia dal vigente “Codi ce di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni”, adottato con decreto del Ministro per la funzione pubblica 28 novembre 2000, che demanda ai contratti collettivi il coordinamento con le previsioni in materia di responsabilita’ disciplinare”. Il presente codice individua, quindi, “le norme precettive che stabiliscono i doveri di comportamento dei pubblici dipendenti (doveri che vanno ad integrare quelli d’ufficio e le altre ipotesi di responsabilita’ disciplinare previsti dalle norme di legge, di regolamento o dai contratti collettivi) rinviando, per quanto riguarda l’individuazione delle sanzioni disciplinari da applicare e il procedimento di irrogazione delle stesse, alle norme vigenti sulla responsabilita’ e sul procedimento disciplinare. Sono invece individuate, cosi’ come prescritto dalla norma di rango primario, le violazioni gravi o reiterate che comportano la sanzione del licenziamento con preavviso”. AGI


