Cinque donne, storie, speranze, illusioni.
Un viaggio.
La stagione teatrale del Rostocco di Acerra con “Terra di Mezzo” di Pina di Gennaro ha proposto un altro momento di grande riflessione. Storia di valigie, di distacco, di emigrazione.
Inizi del ‘900, una madre e una figlia alla ricerca di un fratello partito anni prima, due sorelle in attesa di un ricco matrimonio americano, una donna sola, misteriosa, alla ricerca di se stessa.
Storie che s’intrecciano in un gioco di curiosità, diffidenze, dialetti, culture, tenerezze, tutte diverse, ma con un unico, grande sogno: attraversare l’oceano per giungere in America!
Il grande oceano…sconosciuto, nemico, impetuoso, specchio di aspettative e paure di volti scarni, indeboliti dalla fame, ma luminosi di speranze.
Teatri di Seta propone un progetto toccante, che induce lo spettatore ad una commossa analisi sin dalle prime battute, uno spettacolo completo che passando dalla danza al canto offre, in un momento così difficile per l’arte, uno spaccato di “consapevole” sinergia tra testo e messa in scena.
Così, da un forte riferimento iniziale a Galeano, nasce “Terra di Mezzo”, risultato di ricerche, studi, approfondimenti, testimonianze (familiari e non) fatti dalla regista e dalle interpreti, un autentico lavoro di squadra:
“Teatri di Seta è un gruppo formato da sei donne che hanno condiviso negli anni diverse esperienze di lavoro e percorsi formativi. E’ un gruppo che nasce dall’amore per il teatro e dalla convinzione che il teatro possa essere non solo un mezzo di espressione ma anche di azione nella realtà, sulla realtà. Strumento di crescita e cambiamento, di partecipazione attiva (…) Per questo, di fronte ad alcuni avvenimenti attuali, abbiamo deciso di interrogarci su un tema preciso, quello che, parafrasando Galeano, si potrebbe definire il tema dei “naufraghi della globalizzazione”.



