Diclofenac-Side-Effectsdi Cristina Caruso

L’antinfiammatorio non steroideo (FANS) Diclofenac, un farmaco spesso utilizzato per il trattamento del dolore e dell’infiammazione causati dall’artrite, pare aumenti il rischio di complicazioni cardiovascolari del 38-63% secondo diversi studi, e vada rimosso dall’elenco dei farmaci essenziali (EML). I nomi commerciali sotto i quali è noto sono Voltarene, Volfast e Dicloreum. In questo momento Diclofenac è nell’EML di settantaquattro paesi. L’aumento dei rischi con Diclofenac è simile all’inibitore dell’enzima COX-2 Rofecoxib (nome commerciale Vioxx), un farmaco ritirato dai mercati di tutto il mondo a causa proprio della tossicità cardiovascolare. Nell’America settentrionale, il consumo di Diclofenac è basso, cioè il 5% o 6% dei FANS consumati negli Stati Uniti e il 17% in Canada, mentre il suo utilizzo è molto più comune in altri Paesi, in particolare in Paesi non occidentali come il Vietnam, il Pakistan e la Cina, dove ha dal 30% al 40% della quota di mercato. Si tratta davvero di grandi consumatori di questo tipo di farmaci. Questi Paesi stanno vivendo una vera e propria epidemia di malattie cardiovascolari, questi tassi stanno scendendo in Occidente.” Una metanalisi condotta tra Toronto e Londra e pubblicata su PLoS Medicine, ha dimostrato che in quindici Paesi, il Diclofenac è stato il FANS più utilizzato. Per quanto riguarda i rischi cardiovascolari, Rofecoxib, Etoricoxib e Diclofenac sono stati i tre agenti costantemente associati a un rischio significativamente maggiore di malattie cardiovascolari rispetto a chi non li assumeva. Rofecoxib ha aumentato il rischio di gravi eventi cardiovascolari tra il 27% e il 45%, Etoricoxib più del doppio. In due studi osservazionali, Diclofenac ha determinato un aumento del rischio d’infarto miocardico acuto del 38% e il 39%, rispettivamente, e di eventi cardiovascolari del 40%. In uno studio randomizzato, Diclofenac è stato associato a un rischio aumentato del 63% di eventi cardiovascolari rispetto al non uso. La dose di prescrizione di Diclofenac varia da 100 a 150 mg al giorno, e questa dose è sufficiente a causare un rischio di eventi cardiovascolari, con dosi più alte i rischi sono ancora maggiori. Per gli altri FANS invece, Indometacina e Meloxicam avevano un rischio moderatamente aumentato di eventi cardiovascolari, leggermente superiori rispetto a Naprossene, Ibuprofene e Celecoxib. Il Dr Gabriel Steg di Parigi, afferma che i rischi cardiovascolari associati ai FANS sono un problema sottovalutato e che la maggior parte dei FANS, con la possibile eccezione del Naprossene, hanno un certo grado di rischio cardiovascolare. Steg ha osservato che uno studio pubblicato lo scorso anno su Circulation, ha dimostrato che l’uso di FANS è determini un persistente aumento del rischio, quotato al 59% dopo un anno e al 63% dopo cinque anni di eventi coronarici in 43000 pazienti con un precedente infarto miocardico. Molti di questi farmaci sono venduti al banco, quindi i medici non sono necessariamente a conoscenza del loro impiego. Si tratta dunque di un problema sottovalutato. È stato consigliato in tutto il mondo di preferire la prescrizione di Naprossene come FANS di scelta. Nel mese di ottobre 2012, l’European Medicins Agency, dopo un riesame su Diclofenac, ha concluso che c’è stato un piccolo aumento del rischio di effetti indesiderati cardiovascolari rispetto ad altri FANS. Il Dr David Henry di Toronto afferma: “Non mi aspetto che il cambiamento di atteggiamento si verifichi improvvisamente. Vorremmo trasmettere ai medici di non usare Diclofenac ma scegliere il Naprossene. Inoltre, non si tratta di farmaci che curano la malattia, dal momento che ne alleviano solo i sintomi. Prima di interrompere un trattamento è sempre meglio parlarne con il proprio medico.”

Per maggiori informazioni: http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1001388

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