
La poesia italiana più periferica, quella meno legata ai grandi centri editoriali, si nutre da anni di voci come quella di Loretta Tedeschi, che con Tempi moderni firma il proprio nuovo capitolo poetico per Controluna Edizioni. Un anno scandito da stagioni, animali, gesti ripetuti, in cui la scrittrice bresciana racconta il tempo che passa restando sempre ancorata alla concretezza delle cose. In Sospiri, Tedeschi immagina lettere mai spedite “portate da un palloncino rosso”: un’immagine che riassume bene lo spirito dell’intera raccolta, capace di tenere insieme malinconia e leggerezza senza mai scivolare nel patetico. Il libro si muove tra registri diversi: ci sono poesie quasi liriche, costruite su immagini nitide della natura di montagna, e poesie più dirette, quasi degli appunti in versi, che raccontano episodi minimi della vita quotidiana. Questa alternanza, più che un difetto, sembra una scelta precisa, rendere sulla pagina la stessa varietà di stati d’animo che attraversa chi vive in una piccola realtà di provincia, tra lavoro, famiglia e il bisogno di fermarsi ogni tanto a osservare. Ricorrono spesso gli animali, dalla rondine posata sul traliccio che sogna di prestare le proprie ali per un giorno al piccolo volatile caduto dal nido e salvato dalla madre aquila: presenze che non sono mai semplice cornice, ma diventano specchio di emozioni umane, dalla protezione alla fragilità. Anche il paesaggio, montano e rurale, gioca lo stesso ruolo, offrendo un punto di osservazione privilegiato sui piccoli riti che scandiscono le stagioni. Tempi moderni si legge come un lungo diario in versi, capace di restituire con onestà il ritmo di una vita reale, senza forzature né compiacimenti letterari.


