Ci sono brani che arrivano quando non puoi più evitare certe parole. Questo lavoro di Mads si muove proprio lì, in quel punto preciso in cui capisci cosa devi dire, anche se sai che farà male.

“Scusa mamma, sono ancora in tempo” è una chiusura che resta. Quando hai deciso di inserirla così, senza mediazioni?

Quella frase è arrivata alla fine, quasi come un bisogno. Non volevo una chiusura costruita o troppo poetica, perché dopo tutto quello che avevo raccontato sentivo che serviva una frase vera, detta nel modo più diretto possibile. “Scusa mamma, sono ancora in tempo” racchiude tante cose insieme: il senso di colpa, la voglia di cambiare, il bisogno di sentirla ancora vicina. Quando l’ho scritta ho capito subito che non andava toccata perché era esattamente quello che avrei voluto dirle davvero.

Il brano si muove tra pop e una dimensione più cantautorale: quanto è stato naturale trovare questo equilibrio?

È stato molto naturale, perché rispecchia il mio modo di vivere la musica. Mi piace la scrittura cantautorale, quella che mette al centro le parole e le emozioni, ma allo stesso tempo sono cresciuto ascoltando musica pop e penso che una melodia forte possa far arrivare ancora di più quello che vuoi dire. In questo brano non volevo scegliere tra le due cose: volevo che convivessero. Credo che l’equilibrio sia nato proprio dalla sincerità del pezzo. Quando un’emozione è vera, trova quasi da sola il modo giusto per uscire.

Hai partecipato a contesti importanti come Sanremo Giovani: quanto queste esperienze influenzano le tue scelte oggi?

Sicuramente sono esperienze che ti lasciano qualcosa, anche solo il fatto di metterti in gioco e confrontarti con un contesto così grande. Per Sanremo Giovani avevo inviato la mia candidatura, mentre ho vissuto più da vicino l’esperienza dei casting di Dreaming San Marino, andando lì di persona. Sono momenti che ti fanno crescere, perché capisci quanto conti avere qualcosa di vero da raccontare oltre alla semplice voglia di emergere.

Oggi più che inseguire un palco in particolare, cerco di concentrarmi sulla mia identità artistica e sulle emozioni che voglio trasmettere. Credo che le opportunità importanti arrivino quando costruisci un percorso sincero e coerente con quello che sei davvero.

Guardando avanti, senti di avere già una direzione precisa o stai ancora cercando la tua forma definitiva?

Penso di essere ancora in evoluzione, ed è una cosa che mi piace. Sicuramente oggi ho più chiaro il tipo di artista che voglio essere: qualcuno che racconta cose vere, senza paura di mostrarsi fragile. Però non voglio mettermi dei limiti o sentirmi già “arrivato” a una forma definitiva. Credo che la musica debba crescere insieme alla persona che sei. Sto ancora scoprendo tante cose di me stesso, quindi anche il mio percorso artistico continuerà a cambiare insieme a quello che vivrò.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.