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di Daniela Cerino

La qualità del messaggio comunicato è direttamente proporzionale all’abilità del  ‘farsi comprendere’ da parte del mittente verso il destinatario.

Questa è una buona comunicazione. Sul tema ci sono studi, trattati, esperimenti, che ormai riempiono biblioteche e librerie e forse l’unico modo per attualizzarlo costantemente è quello di rimettere in discussione alcune forme di comunicazione che inconsciamente utilizziamo ogni istante della nostra esistenza, ma consciamente non ce ne accorgiamo perché stretti nella convinzione che la tecnologia e quindi l’automatismo tenga lo scettro della ‘facilitazione’ nella nostra moderna società ‘hi-tech’.

Senza essere necessariamente studiosi di linguistica o, all’opposto, degli umani prestati ad esperimenti scientifici come Frankestein Junior, il primo ‘vestito’ linguistico e l’unico, direi, indelebile per tutto il corso della nostra vita è il nostro corpo e la sua  conseguente naturale, istintiva,continua, unica, misteriosa forma linguistica.

Non si è quindi di fronte ad una ricerca di semplificazione di una materia vasta, ma si tratta di un richiamare all’attenzione, attraverso una maggiore percezione, ciò che più di tutto ci appartiene, il corpo.

Tutti i nostri movimenti, spontanei e non, trasmettono messaggi interni ( al nostro corpo) ed esterni (al mondo intero) come l’espressione facciale, i gesti, il contatto visivo, la postura, il tono di voce.

Questo tipo di comunicazione viene detta  non verbale, o linguaggio del corpo, e come detto, è una forma vitale di comunicazione naturale, un linguaggio inconscio che trasmette i nostri veri sentimenti e le intenzioni in ogni momento. Quando interagiamo con gli altri inviamo e riceviamo continuamente segnali senza parole, messaggi che non si interrompono neppure quando si smette di parlare, anche nel silenzio avviene un forte atto di  comunicazione. Questo tipo di comunicazione si attua con un processo molto rapido e quindi implica una maggiore attenzione da parte dell’interlocutore nella decodifica. Ricordiamo che uno studio unico e generalizzato è assolutamente impossibile poiché l’unicità, la bellezza e la diversità di ogni persona vengono rappresentate sotto molteplici forme, culturali, storiche, politiche, sociali, fisiche.

Oggi, ieri, e domani, quindi, non è assolutamente possibile e pensabile annullare la comunicazione non verbale perché è il nostro DNA, forse, anzi, sicuramente dovremmo essere più attenti verso gli altri e anche nella frenesia quotidiana un semplice gesto inviato o ricevuto, ma saputo cogliere ci regalerebbe quell’ umana consapevolezza di scambio e di crescita che avviene solo attraverso la comprensione di una qualsiasi forma di comunicazione.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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