“Medicina e (È) Comunicazione” si muove in una direzione chiara fin dalle prime pagine, senza cercare scorciatoie o effetti di stile. Stefano Durante costruisce un progetto letterario che si appoggia su un’idea semplice ma non scontata: la relazione è parte della cura. Questo principio attraversa il libro con continuità e trova forza nella concretezza degli esempi e nella chiarezza del linguaggio. Non è un testo che si limita a descrivere, ma prova a suggerire un modo diverso di stare dentro la professione sanitaria. La riflessione sulla “battaglia informativa con Internet” apre uno scenario attuale, dove il medico deve confrontarsi con un paziente sempre più informato ma non sempre consapevole. Il libro riesce a mantenere una linea coerente, senza cadere in toni polemici, e questo contribuisce a rendere la lettura equilibrata. La dimensione pratica emerge soprattutto nei passaggi dedicati al ritorno a casa del paziente, un momento spesso trascurato ma decisivo. Alcune immagini evocative, come quella della fiducia che si costruisce nello spazio della relazione, restano impresse senza bisogno di essere enfatizzate. Il riferimento alla felicità, citando Márquez, aggiunge una sfumatura quasi letteraria a un testo che resta comunque ancorato alla realtà. Si percepisce una volontà chiara di riportare la medicina a una dimensione più umana, senza rinunciare alla competenza.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.