ilva

di Chiara Cristina Lattanzio

Sì dell’Aula della Camera al Decreto Legge Ilva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 282 del 03/12/2012.
Il testo del decreto e l’emendamento ‘interpretativo’sono stati approvati ieri a Montecitorio con 420 sì, 21 no e 49 astenuti ed è passando quindi al Senato.
Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, si dice soddisfatto per l’ok della Camera “a larghissima maggioranza” perché’ il decreto “è un provvedimento chiave per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese perché ha stabilito regole di protezione dell’ambiente, della salute e dell’attività industriale”.
Lunedì scorso Bruno Ferrante, presidente Ilva, nel discorso di fine anno agli impiegati aveva detto, proprio sul lavoro della Procura tarantina: “La magistratura vuole chiudere Ilva. L’autentica volontà si è scoperta il 26 novembre con il sequestro dei prodotti finiti: un provvedimento drastico, duro, io dico nei confronti non dell’azienda, ma dei lavoratori, perché un’azienda che non può vendere i prodotti non può pagare gli stipendi. Si cerca non di salvare uno stabilimento e i posti di lavoro, ma di andare verso una chiusura tragica di questo stabilimento.”
Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente ha dichiarato: “[…] d’ora in poi, e non solo per Taranto, basterà che un Governo pronunci le parole magiche “stabilimento di interesse strategico nazionale” perché svaniscano gli effetti di ogni provvedimenti di sequestro disposto dall’autorità giudiziaria. E’ insostenibile da un punto di vista ambientale per le numerose criticità dell’Autorizzazione Integrata Ambientale […] non è sostenibile da un punto di vista economico poiché la società Ilva Spa ha debiti finanziari per 2,9 miliardi, cioè 1,2 volte il suo patrimonio e quindi, in un contesto europeo di minor domanda di acciaio, privo delle risorse necessarie a far fronte, nei prossimi tre anni, ai costi di attuazione dell’Aia stimati in 3,5”.
Antonio Di Pietro, in Aula a Montecitorio, ha annunciato il voto contrario del gruppo al decreto legge sull’Ilva con queste parole: “Qui dentro non c’è più democrazia, voi ve ne fregate dei cittadini, qua si votano dei provvedimenti che poi fuori si dicono che sono sbagliati. E quello sull’Ilva è un provvedimento ‘’costituzionalmente illegittimo che mette l’uno contro l’altro i poveri cristi’’. Con questo decreto denunciamo l’ennesimo esproprio della democrazia parlamentare: se veramente tutti vogliono votare questo provvedimento che si è messa a fare la fiducia? E’ stato un atto di dittatura. Rimaniamo amareggiati per il fatto che il presidente della Repubblica non intervenga”.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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