
Ci sono storie che attraversano i confini, lingue diverse che riescono a incontrarsi e persone che, pur provenendo da mondi lontani, scoprono di condividere le stesse speranze. È da questa convinzione che, agli inizi di ottobre, tra Marino e Velletri, ha preso il via IL RAGGIO VERDE 4.0, il progetto ideato da Sabina Barzilai e organizzato dall’Associazione culturale Artemista, sostenuto per il quarto anno consecutivo dai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Un percorso in cui il teatro diventa molto più di un’esperienza artistica: uno strumento concreto di inclusione, ascolto e incontro tra esseri umani.
Tornano i Laboratori Teatrali Integrati plurilingue per rifugiati e italiani, realizzati in collaborazione con il SAI @Home di Marino, con i due centri per rifugiati gestiti da Una Città Non Basta a Marino e, a Velletri, presso l’ex Noviziato del Don Orione. Dopo tre anni di esperienze significative, relazioni costruite e nuove possibilità di dialogo, il progetto rilancia la sua sfida: coinvolgere le comunità locali e favorire l’integrazione linguistica e culturale, mettendo in relazione le persone rifugiate e i cittadini del territorio. Perché nessuna cultura è un’isola e nessuna diversità dovrebbe diventare una barriera. Incontrarsi, ascoltarsi e riconoscersi nell’altro è il primo passo per costruire una comunità più consapevole, accogliente e solidale.
“La Resistenza ci rende sempre più simili”: è questo il messaggio forte che attraversa la nuova edizione. Dalla Resistenza dei Gazawi che rivendicano il diritto alla propria terra a quella delle potenze intermedie, soprattutto europee, di fronte alle politiche degli Stati Uniti; dalla lotta delle donne afghane contro le imposizioni del regime talebano alle tante battaglie quotidiane per la libertà e la dignità. Esperienze differenti, unite dal bisogno di difendere diritti, identità e futuro. In un mondo segnato da conflitti e profonde fratture, le vicende internazionali diventano così una chiave per riconoscere i legami che uniscono la cultura europea, africana e mediorientale. Perché dietro ogni frontiera ci sono persone, dietro ogni conflitto ci sono vite e dietro ogni resistenza c’è il desiderio di un futuro possibile.
Il Laboratorio Teatrale Integrato plurilingue accenderà i riflettori, in particolare, sulla condizione femminile in Medio Oriente e sulla tutela dell’infanzia, dando spazio a storie spesso marginalizzate e a voci che chiedono di essere ascoltate. La prima fase è già iniziata, la seconda si svilupperà durante l’inverno, mentre il percorso culminerà venerdì 2 aprile 2027 con una manifestazione conclusiva – organizzata in collaborazione con UCNB (Una Città Non Basta) – presso il SAI di Via Cesare Colizza, gestito dal Centro per l’Autonomia.
Con IL RAGGIO VERDE 4.0, Artemista rinnova un impegno che va oltre il palcoscenico: trasformare il teatro in un luogo in cui le differenze non dividono, ma arricchiscono; in cui le parole diventano ascolto e le storie individuali si intrecciano in una narrazione collettiva. Perché l’integrazione non è soltanto una parola, ma un cammino da percorrere insieme. E perché, anche nelle stagioni più difficili, un raggio di luce può ricordarci che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci separa.
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