Pianoforte, percussioni e scrittura narrativa caratterizzano il nuovo singolo dell’artista. Dall’album “Dai ciliegi” emerge una composizione che utilizza sarcasmo e grottesco per raccontare le difficoltà del dialogo contemporaneo

Esiste una tradizione del cantautorato italiano che affida alla narrazione il compito di indagare la realtà, scegliendo personaggi e situazioni apparentemente secondari per mettere in evidenza comportamenti collettivi. In questo territorio espressivo trova spazio “Giorgio”, il nuovo singolo di Apalis, in radio dal 16 ottobre 2026.
La composizione, estratta dall’album d’esordio Dai ciliegi, nasce intorno a un conflitto familiare che assume progressivamente caratteristiche paradossali. Due cugini benestanti, teoricamente nelle condizioni di vivere senza particolari preoccupazioni materiali, si ritrovano prigionieri di una rivalità costruita su rancori, incomprensioni e continui dispetti.
Il contrasto tra benessere economico e insoddisfazione emotiva costituisce uno degli elementi più significativi della narrazione. I protagonisti possiedono risorse materiali, ma sembrano incapaci di utilizzare la propria condizione per raggiungere un equilibrio personale.
La loro disputa diventa così il simbolo di un comportamento umano ricorrente: la tendenza ad alimentare conflitti anche quando non esistono più ragioni sufficienti per mantenerli in vita.
Apalis affronta questo tema evitando l’impostazione apertamente moralistica. Il ricorso all’ironia e all’esagerazione permette infatti di rappresentare i personaggi nelle loro contraddizioni, lasciando emergere il significato sociale attraverso lo sviluppo stesso della vicenda.
Sul piano musicale, “Giorgio” si caratterizza per un andamento sostenuto dal pianoforte e dalle percussioni. Questi elementi contribuiscono a dare movimento alla narrazione, accompagnando una scrittura rapida che sembra seguire il continuo accumularsi delle tensioni tra i protagonisti.
La scelta di affidare alla musica una funzione narrativa risulta coerente con il percorso dell’artista. Apalis non concepisce la canzone esclusivamente come una successione di melodie e ritornelli, ma come uno spazio nel quale suono e parola partecipano alla costruzione di un significato.
Nel progetto convivono diverse influenze: il cantautorato colto, lo spoken word, l’art pop e il minimalismo elettronico. Linguaggi differenti che concorrono alla definizione di un’identità espressiva orientata più alla ricerca che all’adesione a un genere rigidamente delimitato.
La dimensione recitativo-cantata della vocalità rafforza ulteriormente l’importanza del testo, attribuendo alle parole una funzione che si avvicina per certi aspetti alla rappresentazione teatrale.
All’interno di Dai ciliegi, “Giorgio” introduce una componente ironica particolarmente evidente. Se la title track esplora una dimensione allegorica e spirituale, il nuovo singolo concentra l’attenzione sulle relazioni quotidiane e sulle piccole miserie che possono condizionare la vita individuale.
Il passaggio non costituisce una rottura, ma un ampliamento dello sguardo. Il tema della fragilità umana rimane centrale, pur assumendo una forma narrativa differente.
Un ulteriore elemento distintivo riguarda la distribuzione dell’opera. L’artista sceglie di non utilizzare le piattaforme digitali tradizionali, proponendo l’ascolto dell’album esclusivamente su apalis.it


