C’è una malinconia particolare in Non volo mai, il nuovo singolo di Randolph Carter, che colpisce fin dai primi ascolti. Non è la malinconia plateale di certe canzoni pop, ma qualcosa di più sommesso, quasi trattenuto, come la vita del protagonista che il brano racconta: un muratore di quarant’anni, stanco, con una famiglia da portare avanti e un cielo che ha smesso di regalargli meraviglia. Randolph Carter, pseudonimo del giovanissimo Roberto Pio Capotosti, scrive con una sensibilità che sorprende per l’età, evitando toni patetici e affidandosi invece a immagini semplici ma efficaci: palazzi in costruzione, castelli di cartone, un’autostrada trafficata. Il momento più intenso arriva quando l’autore si descrive come un airone che sverna pure con il sole e che non vola mai, sintesi perfetta di un potenziale rimasto fermo, di un desiderio mai davvero realizzato. È un’immagine che resta impressa, capace di raccontare più di mille parole la condizione del protagonista. Il brano non cerca soluzioni facili né consolazioni finali, e proprio in questo sta la sua onestà. Musicalmente accompagna con discrezione il racconto, lasciando che sia il testo a guidare l’ascolto dall’inizio alla fine. Non volo mai non è un brano che stupisce per innovazione sonora, ma conquista per la capacità di restituire un’emozione autentica, senza filtri e senza compromessi. Un esordio che promette bene, capace di parlare a chiunque abbia mai sentito il peso di un sogno rimasto a terra. Anche il respiro melodico asseconda questa scelta, evitando artifici e lasciando che il racconto proceda con naturalezza, quasi in punta di piedi. Un aspetto che rende il brano credibile fin dal primo ascolto, senza bisogno di ricorrere a effetti sonori particolarmente elaborati.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.