C’è una scena all’inizio del romanzo che mi è rimasta impressa. Stefano Bonelli, il direttore di banca la cui morte dà il via a tutto, nuota al largo di Fregene la domenica prima di morire. Si lascia cullare dalle onde, guarda il cielo, e in quel momento decide che ce la farà: dirà la verità al giudice, si prende le sue responsabilità, e la vita tornerà ad avere un senso. Arnaldo Ninfali scrive quella scena con una delicatezza inaspettata per un thriller, e quella delicatezza si porta dietro per tutto il romanzo. “Un texano a Roma – Poliziotto per caso” è un libro che parla di persone prima ancora che di crimini. Charlie Stone, il giornalista texano che non si rassegna alla versione ufficiale del suicidio di Bonelli, è un personaggio che nasce da un gioco familiare tra l’autore e sua nipote Elisa, e forse è anche per questo che ha qualcosa di affettuoso e non costruito a tavolino. Non è il classico investigatore solitario e tormentato: è uno che telefona alla madre la sera, che ha un gatto di nome Zorro, che si innamora di una poliziotta senza riuscire ad ammetterselo per troppo tempo. Roma fa da sfondo con una presenza costante ma non invadente. I Parioli, Piazza del Pigneto, Villa Borghese, il Lungotevere: luoghi reali attraversati da personaggi che sembrano appartenerci davvero. Ninfali non usa la città come cartolina, la usa come contesto sociale, e quella scelta si sente. Il romanzo è stato selezionato al Salone del Libro di Torino 2026 e, leggendolo, si capisce il perché: ha una voce propria, un ritmo riconoscibile, e la capacità di alternare tensione e leggerezza senza perdere coerenza. Una lettura che lascia qualcosa.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.