Non so quante persone, leggendo il titolo, si aspettino di trovare un libro serio. Probabilmente poche. Ed è esattamente il punto. L’uomo che vide la modella di Marco Guidi e Asia Baldini lavora contro le aspettative del suo stesso genere, e lo fa in modo abbastanza convincente da sorprendere anche i lettori che arrivano con le antenne dritte. La storia è quella di un anno di preparazione, da gennaio a novembre 2025, tra uno studio fotografico di Viareggio, le passerelle toscane e una nave da crociera ormeggiata per la finale nazionale di Miss BluMare. Guidi, fotografo con trentacinque anni di esperienza nel settore, prende Asia Baldini dopo una sconfitta che la ragazza stava per trasformare in una resa definitiva, e costruisce con lei un percorso fatto di tecnica, psicologia e qualcosa che il libro non nomina mai direttamente ma che si sente in ogni pagina: rispetto. Non il rispetto decorativo che si porta in giro come credenziale, ma quello che si traduce in pazienza, in ascolto, nel coraggio di dire no quando serve. “Non smettere quando sei stanca, scrive Guidi ad Asia in un messaggio durante una tappa, smetti quando il passo non è più un pensiero, ma un respiro.” È una frase che potrebbe sembrare un poster motivazionale, ma nel contesto del libro acquista peso perché si capisce che dietro c’è un anno di lavoro reale. L’esercizio della benda, che costringe Asia a sfilare e posare senza la guida della vista, o le sessioni scalze per sentire il pavimento prima ancora di affidarsici, non sono metafore: sono esercizi veri, descritti con la precisione di chi li ha praticati centinaia di volte. Asia Baldini porta nel testo una voce giovane e non levigata, che è probabilmente il suo pregio maggiore. La sua parte non ha il nitore teorico di Guidi, ma ha qualcosa che compensa largamente: la capacità di raccontare l’insicurezza senza trasformarla in spettacolo. Il capitolo sulla sconfitta, quello in cui torna a casa terza classificata con le lacrime nell’auto e la convinzione di aver deluso tutti, è scritto con una sobrietà che colpisce. La prefazione di Isabella Tobino, presidente della Fondazione Mario Tobino ed ex insegnante di Marco Guidi, aggiunge una prospettiva inattesa e preziosa: quella di chi legge il libro come un’educatrice prima ancora che come lettrice, e riconosce in esso qualcosa che va oltre la passerella. Vale da sola il tempo di aprire il libro.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.