Un dialogo che parte da “Free” per arrivare al senso più profondo del fare musica oggi. Mister Scala riflette sul valore delle esperienze, sull’importanza delle storie personali e su come queste prendano forma all’interno di un progetto artistico sincero.

“Tracce” parla di lasciare un segno. Cosa significa per te oggi lasciare qualcosa di autentico?
E’ un pensiero che spesso mi passa per la testa. Che senso ha vivere, se poi non riusciamo a lasciare almeno qualche “briciola” nel nostro passaggio terreno.
Nel track “Pietre che rotolano giù” c’è una forte componente emotiva. Da dove nasce?
Mi è capitato di sentire alcuni anziani trascurati, addirittura maltrattati dai propri cari. Anche se a fine corsa, possono ancora sorprenderci con la loro saggezza.
Il disco ha un’anima molto suonata, quasi materica. Ti senti fuori dal mercato attuale o semplicemente altrove?
Faccio parte della vecchia guardia, mi piace mettere gli strumenti veri in primo piano. In particolare non amo la musica la musica fatta esclusivamente col computer.
Che tipo di evoluzione immagini per i prossimi lavori?
Sicuramente mi concentrerò ancora di più sul sound e sulle atmosfere cercando di essere sempre più personale.


