Un’intervista che approfondisce il lato più personale del singolo “Vita”, mettendo in luce il rapporto tra scrittura, emozione e identità musicale in un percorso in continua evoluzione.

“Vita” sembra essere più di una canzone, quasi uno sfogo necessario: scriverla ti ha liberato o ti ha fatto capire qualcosa di nuovo su di te?

Ogni canzone è uno sfogo, un atto di urgenza emotiva, più che solo creativa. Diciamo che scriverla è stato un passo di  presa di coscienza di questo mondo alienante e disturbante a volte, dove però è necessario trovare inevitabilmente un attimo di luce, di speranza per non farsi sopraffare e impazzire dentro. E’ un punto di svolta importante, che segue pezzi come “Rivoluzione”, “Vivere in catene”, “Vittime di questo tempo” come tematiche di base, ma la amplia e la porta all’estremo.

 Il riff iniziale è molto incisivo e trascina tutto il brano: parti spesso dalla chitarra per costruire le tue canzoni o è stato un caso specifico?

Si parto molto spesso dalla musica e dai riff iniziali come spunto, ma non sempre scrivo prima la musica. IN questo caso è stato così e il ritmo ha trascinato le parole come fosse il movimento del mare che ti trascina dentro e poi ti riporta a riva. Ho cercato di ricreare una sonorità decisa, chiara, pop rock stile anni ’90 british, e poi vestirla con le mie parole taglienti.

Il testo è molto diretto, senza giri di parole: hai mai avuto il timore che questa sincerità potesse risultare troppo cruda per chi ascolta?

Beh, a volte può fare male, ma la sincerità, nella vita così come nell’arte, prima o poi è necessaria come atto di coerenza e di rispetto per se stessi e per il pubblico che ti segue. In questo caso specifico ho cercato, senza tante figure retoriche, di arrivare più diretti possibili al tema del massaggio portante, e a spiegarlo in modo semplice e più efficace possibile. E spero di esserci riuscito

Dopo i singoli precedenti come “Un treno per le stelle”, in che direzione senti di voler portare la tua musica nei prossimi lavori?

Allora, è appena uscito da poco il terzo singolo di quest’anno “Parole pesanti”, con la collaborazione dell’arrangiatore storico Daniele Volante e di Scuderia Musicale sempre con l’etichetta All4music. La direzione della mia musica, quest’anno, spazierà tra varie tematiche e sonorità diverse ma sempre con la mia poetica di base riconoscibile, a cui tengo molto. Nello specifico, dopo “VIta”, “Parole pesanti” sarà un altro grido forte contro questa società alienante e disturbante troppe volte, ma che vuole scavare forte nell’Io di tutti noi per trovare la fonte della felicità e della nostra serenità interiore.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.