
Non succede spesso che un EP di rap italiano riesca a farti sentire qualcosa già dalla seconda traccia. “GENESI” ci riesce, e lo fa senza sparare granate. Ivan Stray ha una storia già abbastanza densa: campione italiano ed europeo al contest SoundBooth di Snipes, collaborazioni con producer multi-platino, una scena, quella molisana, che sembra piccola finché non la senti con le orecchie. TwentyTwo arriva da Londra, ma il suo orecchio per il beat italiano è ormai affinato da anni di Real Talk e produzioni per nomi come Shiva. “PARTY” ti mette dentro la notte. L’energia c’è tutta, ma è la sensazione di vuoto che resta quando tutto finisce a dare al brano il suo peso vero. “ROSE” è il pezzo più riuscito di questo disco: il sound soffice contraddice il testo, e quella contraddizione funziona esattamente come dovrebbe. Le rose come metafora di qualcosa di sincero schiacciato dal materialismo: semplice, ma detto con il ritmo giusto. Ci sono momenti in cui Stray ricorda certi giovani cantautori rap del panorama nord-europeo, quella capacità di rendere personale qualcosa di universale senza trasformarlo in autobiografia. “GENESI” è esattamente quello che dice di essere. E vale la pena seguirlo.


