Non succede spesso che un EP di rap italiano riesca a farti sentire qualcosa già dalla seconda traccia. “GENESI” ci riesce, e lo fa senza sparare granate. Ivan Stray ha una storia già abbastanza densa: campione italiano ed europeo al contest SoundBooth di Snipes, collaborazioni con producer multi-platino, una scena, quella molisana, che sembra piccola finché non la senti con le orecchie. TwentyTwo arriva da Londra, ma il suo orecchio per il beat italiano è ormai affinato da anni di Real Talk e produzioni per nomi come Shiva. “PARTY” ti mette dentro la notte. L’energia c’è tutta, ma è la sensazione di vuoto che resta quando tutto finisce a dare al brano il suo peso vero. “ROSE” è il pezzo più riuscito di questo disco: il sound soffice contraddice il testo, e quella contraddizione funziona esattamente come dovrebbe. Le rose come metafora di qualcosa di sincero schiacciato dal materialismo: semplice, ma detto con il ritmo giusto. Ci sono momenti in cui Stray ricorda certi giovani cantautori rap del panorama nord-europeo, quella capacità di rendere personale qualcosa di universale senza trasformarlo in autobiografia. “GENESI” è esattamente quello che dice di essere. E vale la pena seguirlo.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.