Il titolo con la M maiuscola di Montana non è un vezzo grafico. È una dichiarazione d’intenti. In questo romanzo il Montana non è uno scenario ma una presenza, e la lettera in cemento bianco sul Monte Sentinel che Lucia vede atterrare è il primo di molti simboli che il libro dissemina con una certa cura. Martina Fontanarosa costruisce un romanzo di formazione che sa dove vuole andare e ci arriva senza fretta. Il nucleo della storia è la triangolazione tra Lucia, Aaron e Webster: tre persone che si incontrano in un momento preciso della loro vita e si cambiano, in modo diverso ma irreversibile. La famiglia Caw nel suo insieme è la parte più riuscita del libro, i fratelli, il padre Scott, la sorella Danielle, persino lo zio Thomas con la sua pelle d’orso e il suo linguaggio storpiato, sono personaggi che rimangono. C’è una frase che Lucia dice a Webster verso la fine del romanzo, mentre lui spinge per restare insieme: «La sintonia la puoi trovare mille volte e ogni volta sembrerà la prima». È una frase che potrebbe suonare come una consolazione, ma nel contesto suona come qualcosa di più difficile, quasi una sentenza. Quella frase racconta un personaggio che sa cosa vale la libertà e sa anche quanto costa. Ricorda, per certi aspetti, il modo in cui Elizabeth Strout costruisce le sue protagoniste: persone che scelgono e pagano il prezzo della scelta senza chiedere sconti. Un esordio solido, con una scrittrice che sa già chi è.

https://bit.ly/una_storia_Montana_cartaceo

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.