Sociale, Tiso(Accademia IC): “Anziani “offline” e rischio isolamento nell’era di internet”
“In un’epoca in cui la tecnologia permea ogni gesto quotidiano – prenotare una visita medica, pagare una bolletta, comunicare con la pubblica amministrazione, perfino salire su un autobus – essere “offline” non è più una semplice scelta o una caratteristica generazionale. Per molti anziani, la difficoltà nell’utilizzare dispositivi digitali si traduce in un ostacolo concreto alla partecipazione sociale, all’accesso ai servizi e all’esercizio dei propri diritti. Il cosiddetto digital divide non riguarda soltanto la mancanza di competenze tecniche. È un fenomeno più profondo, che intreccia fattori economici, culturali e psicologici. Molti anziani non possiedono dispositivi aggiornati, non hanno una connessione stabile o non si sentono sicuri nell’utilizzo di app e piattaforme. Altri, semplicemente, non hanno nessuno che li accompagni nell’apprendimento. Il risultato è un senso di spaesamento crescente: mentre il mondo accelera, loro rischiano di rimanere fermi ai margini. Quando l’esclusione diventa concreta? Le conseguenze dell’essere “offline” sono ormai tangibili: dall’eccesso ai servizi sanitari al rapporto con la pubblica amministrazione; dalla gestione delle finanze, alle relazioni sociali, fino alla partecipazione civica: molte iniziative, informazioni e dibattiti ad esempio si svolgono online. Restarne fuori significa perdere voce nella comunità. L’isolamento digitale diventa così isolamento sociale. Si badi bene: non è la tecnologia in sé a creare esclusione, ma la mancanza di percorsi accessibili per impararla. Molti anziani, quando supportati, dimostrano infatti curiosità, entusiasmo e capacità di apprendimento sorprendenti. L’invecchiamento della popolazione dunque rende urgente una riflessione collettiva: non possiamo costruire un mondo digitale che funziona solo per chi è già competente. Garantire agli anziani la possibilità di restare connessi non è un favore, ma un dovere sociale. Significa riconoscere il loro valore, la loro storia e il loro diritto a partecipare pienamente alla vita della comunità. In un mondo ipertecnologico, l’inclusione digitale è una nuova forma di cittadinanza. E nessuno dovrebbe esserne escluso”.