“La breve distanza” è il nuovo disco di Milomaria. Avvicinarsi forse ma anche difendere le proprie distanze… un suono semplice, forme che da più parti la critica definisce “pulite”… perché in fondo quello che ci resta da fare, almeno nel mio ascolto di questo lavoro, è l’accettazione ma anche la difesa di un’umanità che troppo spesso viene codificata da macchine. E con lui Primiano Di BiaseElisa Benetti ma anche un prezioso Leo Gullotta. Liberi ma anche incatenati… dentro le forme, dentro i cliché, liberi li dentro di essere se stessi…

Elisa Benetti… una delle voci di questo presente… cosa ti lega a lei? Perché un featuring con lei?
Elisa e io ci siamo conosciuti al Premio De André e ci siamo subito presi umanamente. Amo molto il suo modo di fare musica e ho pensato che “L’amuri” potesse beneficiare della sua penna e della sua voce. Così è stato. Abbiamo raccontato l’amore, secondo noi.

Primiano Di Biase che troviamo al “soldo” di De Gregori… e a lui cosa ti porta? È sempre curioso capire come accade un certo contatto nella vita di tutti i giorni…
Primiano mi ha accompagnato al pianoforte al Premio De André, un onore. La stima musicale e umana, anche lì, ha fatto poi la differenza e ci siamo ritrovati a collaborare, e collaboreremo ancora di sicuro. Grande musicista e persona. A quanto pare, galeotto fu il Premio De André: ho conosciuto lì anche Andrea Allocca, che è diventato il mio producer e amico.

E infinite Leo Gullotta: ha scelto lui cosa leggere o è una tua produzione? E in questo caso ha sentito il bisogno di riadattarlo sulla sua voce in qualche modo?
Quando scrissi “Via Maqueda”, immaginai la voce di Leo Gullotta pronunciare le parole dello special. Che quel sogno sia diventato realtà è incredibile. Lui ha interpretato il testo che avevo già scritto e lo ha fatto alla prima lettura, con la consueta naturalezza e maestria che tutti sappiamo appartenergli. Gli sarò per sempre grato.

La dimensione del disco è molto “privata”, quasi silenziosa… come se ogni brano suonasse completo anche solo chitarra e voce. Cosa ne pensi? Sarebbe stato bello anche così penso…
Le mie canzoni nascono sempre strumento e voce, quindi sì, immagino che anche così non sfigurino. Anzi, è proprio così che vorrei portare in giro l’album, iniziando con una piccola tournée unplugged, intima.

Se “La breve distanza” è un punto di osservazione, da lì oggi cosa riesci a vedere che prima ti sfuggiva?
Credo che da adesso mi sia più chiara la direzione da prendere. Riesco a percepire meglio chi sono. Voglio che la mia musica sia verità, la mia verità, senza la pretesa che coincida con quella degli altri.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.