Quando la musica nasce da un’urgenza autentica, si percepisce. Rimembranze è una traccia che vive di equilibrio e sensibilità. Alessandra Vinci racconta il suo presente artistico, senza nostalgia ma con consapevolezza, parlando di rischio, istinto e della necessità di continuare a cercare nuove direzioni.

Alessandra, Rimembranze mi ha dato l’impressione di un viaggio interiore, ma senza una destinazione precisa. Quando hai capito che quel materiale musicale meritava di diventare un brano completo?

Per me non è necessario e scontato che un brano debba dare l impressione di doversi concludere. Anche la sensazione di percepire una composizione  come sospesa può essere intenzionale, lasciando l ascoltatore nella suspence e con un punto interrogativo. Come succede anche in alcuni film, per intenderci.

C’è una sincerità molto forte, però in alcuni passaggi avrei quasi voluto un rischio ancora maggiore, magari una rottura improvvisa. Ti trattieni mai per equilibrio o segui sempre l’istinto fino in fondo?

Questa modalità nell’ eseguire il brano in questo modo è stata istintiva, non voluta intenzionalmente. Ho sentito che quei passaggi dovevano essere così, per come mi suggeriva la mia anima in quel momento.

Hai attraversato epoche musicali diverse, dal classico al jazz fino a contaminazioni più contemporanee. Oggi senti ancora il bisogno di dimostrare qualcosa o componi solo per necessità personale?

Nelle mie composizioni spesso emergono questi diversi stili perché provengo da una formazione classica, ma ho assaporato e amo tutt’ora anche altri generi, come il jazz, il rock, la musica contemporanea. Per cui quando compongo mi viene naturale utilizzare questi diversi linguaggi. Per me l importante, quando compongo, non e tanto mettere in evidenza lo stile classico o jazz, quanto il fatto di esprimere la mia interiorità emotiva e musicale con tutte le esperienze tecniche che mi competono.

Ti chiedo una cosa semplice: quando qualcuno ascolta Rimembranze, cosa speri che gli resti davvero, anche solo per pochi secondi dopo la fine?

Attraverso Rimembranze e le altre mie composizioni, il mio obiettivo è comunicare emozioni e far star bene la gente. Vorrei che questo brano lasciasse una traccia nell’ interiorità di chi ascolta. Ogni persona è diversa e ognuna di loro percepisce in ciò che ascolta qualcosa di diverso. L importante è che l ascoltatore percepisca emozioni piacevoli e profonde, e che dopo aver ascoltato la composizione rimanga con una  sensazione possibilmente appagante.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.