
In “L’alba di una nuova Sfinge”, Damiano Piras affronta con rigore e passione una delle domande più affascinanti dell’archeologia: e se la Sfinge non fosse mai stata sola?
Attraverso un’analisi basata su geometria, astronomia e storia comparata, l’autore individua un possibile asse di simmetria a Ovest della Piramide di Cheope, ipotizzando la presenza di un secondo monumento leonino. Il suo lavoro si distingue per il metodo, fondato su osservazioni equinoziali e su modelli computazionali che rivelano un ordine celeste coerente e misurabile. Pur muovendosi ai margini del dibattito tradizionale, Piras mantiene un approccio prudente, proponendo una tesi che non sostituisce ma integra la conoscenza esistente. Il risultato è un saggio che coniuga curiosità e metodo, invitando lettori e studiosi a guardare con occhi nuovi uno dei luoghi più iconici della civiltà umana.


