Con arpeggi di chitarra, oboe e sintetizzatori, Filippo Guarino firma un racconto sonoro che parla di Risanamento, memoria e identità. Un pezzo che, pur affondando le radici nell’Ottocento, lancia uno sguardo lucido e critico al presente, interrogandosi sul senso autentico delle città.

Filippo, è un piacere averti qui. Quali emozioni prevalgono all’interno del tuo nuovo brano “A vita nuova restituito”?
E’ un piacere per me essere qui! Sicuramente malinconia e una buona dose di rabbia, ma anche speranza verso il futuro.
Come mai le strofe e i ritornelli sembrano quasi “antitetici”?
Essendo questo brano il seguito della storia narrata in un altro, intitolato “Mercato Vecchio”, ho voluto utilizzare le strofe per collegarmi a tale brano ed inserire invece i messaggi principali nei ritornelli, più melodici e aperti. Inoltre, musicalmente parlando, strofa e ritornello hanno una diversa metrica (4/4 per le strofe e 6/4 per i ritornelli) e utilizzano due diverse scale (minore per la strofa, maggiore per il ritornello).
Rispetto al brano “Mercato Vecchio”, quali sono gli elementi di novità?
Sicuramente la presenza della doppia voce, maschile e femminile, per interpretare i due personaggi della storia (ossia Iris, la bambina citata in “Mercato Vecchio” e il narratore della storia) e la diversa struttura: mentre “Mercato Vecchio” segue uno schema più inusuale per una canzone, senza ritornelli e con diversi cambi di metrica, “A vita nuova restituito” ha invece l’alternanza strofa-ritornello tipica della maggior parte delle canzoni.
Il testo è nato da un lampo di genio o da una lunga elaborazione?
Il testo è in realtà frutto di varie riscritture nell’arco di circa 4 anni. Solamente poco prima di registrarlo definitivamente ho deciso di apportare diverse modifiche per poterlo meglio collegare all’altro brano e per poterci inserire tutte le questioni che avrei voluto affrontare.
Da un lampo di genio, se così vogliamo chiamarlo, è nato il titolo: non è altro che uno dei versi presenti sull’arco monumentale di Piazza della Repubblica a Firenze e che, a parer mio, riassume perfettamente tutta la storia narrata.


