epa07879914 The Russian opposition's mayoral candidate Alexei Navalny attends an opposition rally in support of political prisoners in Moscow, Russia, 29 September 2019. Some 20,000 people reportedly attended the rally in Moscow demanding the release of previously detained protesters. EPA/SERGEI ILNITSKY

Il principale dissidente e oppositore russo Alexei Navalny è morto nella giornata di oggi nella colonia carceraria artica numero 3 del distretto autonomo di Yamalo-Nenets. L’uimo avrebbe accusato un malore accasciandosi dopo una passeggiata.

L’annuncio è stato dato dal servizio penitenziario nazionale della Russia: “Il 16 febbraio il detenuto A.A. Navalny si è sentito male dopo una passeggiata, perdendo quasi subito conoscenza – si legge in una nota del servizio penitenziario -. Immediatamente è arrivato il personale medico dell’istituto ed è stata chiamata un’ambulanza. Sono state eseguite tutte le misure di rianimazione necessarie, che non hanno dato risultati positivi. I medici dell’ambulanza hanno quindi dichiarato il decesso del detenuto”. Le autorità locali precisano inoltre di “non aver mai ricevuto lamentele formali” da parte dell’uomo detenzione la detenzione.

Intanto dal Cremlino, per mano del portavoce Dimitry Peskov fanno sapere di essere estranei alla vicenda e di non sapere le cause del decesso: “Nessuna informazione da parte delle autorità russe sulle cause del decesso”, si legge. Peskov poi ha precisato che le indagini sono a carico del servizio penitenziario federale e che non sono necessarie ulteriori istruzioni da parte del Cremlino riguardo all’inchiesta in corso.

Navalny, 47 anni, era detenuto dal gennaio del 2021 e stava scontando una pena di 19 anni di carcere.

Sul fronte occidentale la prima condanna arriva dall’Europa: “Alexei Navalny ha combattuto per i valori della libertà e della democrazia. Per i suoi ideali, ha fatto l’estremo sacrificio. L’Ue ritiene il regime russo l’unico responsabile di questa tragica morte. Porgo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e a coloro che lottano per la democrazia in tutto il mondo nelle condizioni più buie. I combattenti muoiono ma la lotta per la libertà non finisce mai”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.