La famiglia di Alexei Navalny, potrà ottenere il corpo dell’uomo, solo dopo le indagini necessarie questo, quanto riportato dalle autorità russe. Il decesso, dalle poche notizie trapelate, sarebbe avvenuto venerdì 16 febbraio.
Una sindrome da morte “improvvisa”, questa la causa di Navalny, a quanto ha riportato il legale e la madre di Alexei, strettamente legata a sindromi cardiache e complicazioni, che avrebbero potuto portare ad arresto cardiaco con il conseguente decesso, per l’appunto improvviso e impossibile da curare, oppure, per un coagulo sanguigno -trombosi-.
L’attivista politico russo morto -oltre che il miglior giornalista d’inchiesta contro il governo di Putin-, aveva 47 anni e si trovava nella colonia carceraria artica IK-3 dove stava scontando, dalla fine del 2023 una pena -di oltre 30 anni-. Le ragioni delle condanne, tra appropriazioni indebite e oltraggio alla corte, unite alle ultime avvenute nel 2023, fecero raggiungere la condanna totalitaria pari a 30 anni di reclusione.
Nei confronti di Navalny -il 20 agosto 2020-, un presunto tentativo di omicidio, tramite avvelenamento con un agente nervino-, costrinse l’attivista a tornare in Russia, dove era considerato “estremista”. Il tentativo di Alex Navalny e della sua fondazione, di dimostrare la presenza della corruzione in ambito politico in Russia, per una patria democratica e libera, si è spezzato, esattamente come la vita di Navalny.
