
Biden aveva annunciato, probabilmente in maniera incauta, un accordo tra Hamas e Israele per la liberazione degli ostaggi.
Trattativa estenuante che, al momento, Hamas afferma di aver bloccato. Guerra che va avanti senza accordi, con un tributo di perdite civili -di cui la maggior parte sono bambini-, che va al di fuori di ogni logica. Le vittime attualmente accertate sarebbero 11mila, solo all’interno della Striscia di Gaza, con oltre 5mila tra bambini e donne. Morti che pesano come crimini di guerra e che fanno paura per una pace che non sembrerebbe arrivare a breve. Meeting mondiali che, allo stato attuale, non portano luce. Aiuti umanitari al quale viene impedito di entrare e strutture per i civili, usate come depositi per le armi dei miliziani. Cunicoli sotterranei che avrebbero aiutato l’ingresso di armi e avrebbero contribuito al trasporto degli ostaggi e degli spostamenti delle milizie di Hamas. Civili palestinesi abbandonati dall’esercito che riverserebbero in condizioni sempre più critiche, accordi che vengono rimandati mettendo sempre più a rischio ostaggi stremati e un braccio di ferro che aumenta la tensione. Sarebbero pochi, attualmente, i leader di Hamas rimasti a Gaza. E mentre l’Organizzazione delle Nazioni Unite prova ad alzare la voce in un contesto di morte e desolazione, Netanyahu non accetta né pressioni, né compromessi.