Nel 1929 veniva inaugurato il MOMA a New York, il Museo di Arte Moderna, fortemente voluto dalle collezioniste Abby Rockfeller, Lillie Bliss e Mary Quinn Sullivan.
Si tratta del museo d’arte moderna e contemporanea più importante e influente al mondo e che attira ogni anno milioni di turisti da tutte le parti. Durante il Novecento si è affermato come un vero e proprio modello culturale negli Stati Uniti.
Per sopperire alla mancanza di uno spazio pubblico in cui garantire un libero sfogo all’arte moderna e contemporanea, il 7 novembre 1929 il Museum of Modern Art è stato affidato alla direzione di Alfred H. Barr Jr. che, fino al 1943, ha contribuito a sviluppare la cifra stilistica del museo in un’ottica storiografica, che includesse la poliedricità artistica delle singole collezioni.
Anche durante gli anni della guerra, il MoMA ha continuato a proporsi come punto centrale e artistico in termini di supporto bellico agli Stati Uniti, attraverso la promozione di mostre ed eventi di valenza educativa.
Si trova a Midtown Manhattan, al centro tra la Quinta e la Sesta Avenue e, al giorno d’oggi, continua a configurarsi come il fulcro attorno al quale ruota tutta l’arte del XX e del XXI secolo.
La peculiarità dell’impegno di cui si fanno portavoce le esposizioni è insita nella volontà di conciliare prospettiva storica ed esigenze moderne, in continuità con il mutamento costante delle tendenze e delle preferenze artistiche.
L’opera di rinnovamento si è perpetrata nel tempo, soprattutto con Yoshio Taniguchi che ha rimodernato il museo nel 2004, ampliando gli spazi riservati alle mostre.
La struttura interna, infatti, si divide in più livelli, partendo dall’ingresso fino ad arrivare alle varie sezioni adibite alle esposizioni di stampe, libri, fotografie e mostre temporanee. Il quarto e il quinto piano racchiudono tutti i quadri dell’arte moderna, tra i quali spiccano i capolavori della corrente impressionista, postimpressionista e avanguardistica, basti pensare alle Ninfee di Claude Monet, la Notte Stellata di Vincent Van Gogh, Les Demoiselles d’Avignon di Pablo Picasso, La danza di Henri Matisse e tanti altri.
Come afferma Abby Aldrich Rockefeller, in una lettera risalente al 1936, “l’idea è nata pensando alle donne newyorkesi di mia conoscenza che avevano profondo interesse per la bellezza e collezionavano quadri: donne che sarebbero state disposte a creare un museo di arte moderna insieme.“ Dunque, il valore della bellezza ideale, unita alla sensazione del sublime, sono stati i capisaldi di tale creazione volta a concentrare lo spirito artistico di tutte le opere qui conservate e destinate a diventare un punto di riferimento a livello mondiale.
«Il Museo deve continuare a rischiare. […] Nel campo dell’arte moderna, bisogna correre dei rischi. Il Museo dovrebbe continuare ad essere un pioniere: audace e intransigente» Paul J. Sachs.