Luigi Pirandello, uno dei più importanti autori del Novecento, ha dato voce al problema dell’identità dell’uomo, coniando un tipo di pensiero ancora attuale e che declina vita e forma, maschera e umorismo.
L’8 novembre 1934 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura, in particolare “per il suo coraggio e l’ingegnosa rappresentazione dell’arte drammatica e teatrale”.
La concezione secondo la quale la vita muta in tante forme consente anche all’uomo di assumere differenti “maschere” per adattarsi al cambiamento costante.
Da qui deriva un relativismo psicologico che riguarda l’individuo in relazione con il sociale e l’individuo in rapporto con il sé interiore, destinato a vivere in una società che ha le sue leggi, i suoi principi, le sue abitudini.
Per vivere in tale contesto l’uomo indossa una maschera, assegnatagli dagli altri e da sé stesso,
in base alla quale esprimersi e relazionarsi seguendo schemi predefiniti.
Emblematica in tal senso è l’opera “Uno, Nessuno e Centomila” che sintetizza la poetica pirandelliana mettendo in luce il contrasto tra la forma e la vita, tra il proprio modo di concepire il mondo e quello degli altri.
I freni inibitori imposti dalla società portano l’uomo a reagire in due differenti modalità: passivamente, cioè accettando la maschera imposta dal sociale e dai pregiudizi, come è il caso di “Mattia Pascal” che sente appartenere ad un’altra persona e, dunque, soffre per la difficoltà di conciliare entrambe le “maschere”, la propria e quella imposta. D’altro canto, vi è una reazione ironico-umoristica per cui l’individuo non si rassegna alla maschera attribuitagli ma mette in atto un umoristico distacco, ovvero quello che lo scrittore definisce “il sentimento del contrario”.
Pirandello è, dunque, uno dei primi intellettuali che si è posto il problema del disagio dell’uomo nella società, analizzando le variabili interiori e sociali, le contraddizioni dei singoli e il concetto di personalità.

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando resti da solo, non rimane più niente.”