Quest’anno il Premio Starlight International Cinema Awards è giunto alla sua X edizione. Tanti i riconoscimenti assegnati nelle giornate della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, sotto la conduzione di Anna Pettinelli, anche Barbara Fabbroni – psicologa, psicoterapeuta, giornalista e criminologa – ha ricevuto il Premio Starlight per il libro “L’amore, forse”, Armando Curcio Editore.
Fondato e prodotto da Francesca Rettondini e Giuseppe Zaccaria, lo Starlight ha attraversato stagioni che hanno visto la partecipazione di artisti internazionali – tra cui Paz Vega e Al Pacino – e nazionali – come Gianni Amelio, Anna Foglietta, Isabella Ferrari, Massimiliano Gallo, Matteo Garrone, Alessandro Gassmann, Fabrizio Gifuni, Pietro Marcello.
Buongiorno Barbara, cosa può raccontarci del premio ricevuto? Di cosa si tratta?
“Il premio Starlight è un premio fondato da Giuseppe Zaccaria e Francesca Rettondini. Quest’anno è giunto alla sua X edizione. Premiano non solo le eccellenze del cinema ma anche gli esponenti della cultura, gli scrittori, gli sceneggiatori ecc. Ho ricevuto il Premio Starlight per il mio romanzo “L’amore, forse” in un palcoscenico emozionante come la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia80. Il libro “L’amore, forse” è una riedizione: la prima edizione risale al 2015 e aveva vinto il Premio Res Aulica a Bologna. Successivamente i diritti sono stati acquisiti da Armando Curcio Editore, con una seconda pubblicazione aggiornata. Si tratta del mio primo romanzo, cui ne sono seguiti altri, e sono contenta dell’esperienza vissuta a Venezia.”
Se l’aspettava?
“No, non me l’aspettavo a dire il vero. La giuria, insieme a Zaccaria e Rettondini, hanno ritenuto opportuno premiare questa mia opera letteraria per i significati che racchiude: si parla di amore, di tradimento, in un aspetto molto ampio. I tradimenti appartengono alla vita di tutti quanti noi. Ci sono quelli “d’inciampo”, dopo i quali si acquisisce consapevolezza e coscienza di ciò che è accaduto in rapporto all’altro, e ci sono quelli più radicati. La relazione con l’altro ha le sue particolari alchimie e, a volte, pone di fronte delle situazioni particolari e di difficile gestione.”
Lei ha ricevuto anche un Premio al Film Festival città di Taormina?
“Un altro mio romanzo “Coach in Love” è stato premiato, nel 2016 in occasione del Film Festival città di Taormina ricevendo da Maria Grazia Cucinotta il Premio Città di Taormina. Anche questa esperienza è stata molto emozionante. La giuria ritenne il romanzo degno di nota, oltre che denso di significato. Ho partecipato a vari concorsi con i miei romanzi, non ultimo “L’amore all’improvviso” ha ricevuto il premio dalla critica internazionale.”
Quante emozioni vissute a Venezia80?
“Molte. C’è stato un particolare intreccio di date che si sono concatenate in questo piccolo spaccato di tempo. La Biennale è nata nel 1932, anno di nascita di mio padre; in più, nel giorno in cui ho ricevuto il premio Starlight ricorreva il sesto mese dalla perdita di mia madre. Di là dalle ricorrenze è stata un’esperienza magica e densa di significati e significanti che porterò sempre con me”.
