di Luca Marrone

Modena. Le indagini sulla morte di Alice Neri – la giovane donna rinvenuta carbonizzata nel bagagliaio della sua auto il 18 novembre 2022, in una zona di campagna nei pressi di Concordia – sembrerebbero escludere il coinvolgimento di quel soggetto, collega di lavoro della vittima, che i giornali hanno definito il “terzo uomo” e di cui molto si è parlato nelle scorse settimane.

È quanto reso noto dal gip Andrea Scarpa, secondo cui lo stesso, si sarebbe trovato presso la sua abitazione alle cinque del mattino del 18 novembre, quando si ritiene che Alice sia stata uccisa. La localizzazione tramite telefono cellulare e le dichiarazioni del soggetto e di sua moglie sono concordanti ed escludono, appunto, la sua presenza sulla scena del crimine.

Un alibi di ferro, dunque, per il “terzo uomo”, che tuttavia, a quanto si legge sul Corriere della Sera, sembrerebbe non convincere l’avvocato Antonio Ingroia, ex magistrato ed ex politico, difensore di Nicolas Negrini, il marito della vittima, che questa mattina ha incontrato per la prima volta i pubblici ministeri impegnati nell’indagine. “Chiediamo di non trovare un colpevole, ma il colpevole”, ha dichiarato Ingroia ai giornalisti all’ingresso della Procura, alludendo al 29enne tunisino Mohamed Gaaloul, sospettato principale del delitto e unico arrestato.

Nel corso del colloquio con i magistrati, l’avvocato Ingroia, accompagnato dal suo assistito, ha avanzato diverse richieste. In primis, di riconoscere l’estraneità dei fatti al marito della donna, ancora iscritto nel registro degli indagati, “una cosa profondamente ingiusta”, secondo le parole del legale. Secondo, sottoporre ad analisi, in sede di incidente probatorio, la tuta da lavoro di del “terzo uomo”, richiesta rigettata. Accolta, invece, quella di disporre nuovo incidente probatorio per conferire l’incarico ai periti di effettuare esami biologici su ulteriori reperti recuperati sul locus commissi delicti (un fazzoletto, due mozziconi di sigaretta, resti di anelli e di una spilla), oltre che su delle spazzole sequestrate a casa di Alice. Udienza fissata allo scopo, il 28 aprile.

“Noi abbiamo dei dubbi”, ha ribadito Ingroia, in una dichiarazione riportata dal Corriere. “Ora leggerò l’informativa sul ‘terzo uomo’ e le osservazioni del pubblico ministero e valuteremo se ci sono i presupposti per depositare una nuova memoria. La verità non è ancora ben definita, l’indagine secondo noi non è completa, anche se la procura dopo l’incidente probatorio vuole andare a processo. Siamo sicuri prima di andare a giudizio che tutte le piste alternative sono state esplorate?”