di Luca Marrone

Modena. Si riparla del “terzo uomo”, nell’ambito delle indagini sulla morte di Alice Neri, la giovane trovata carbonizzata nel bagagliaio della sua auto, a Fossa di Concordia, nel Modenese, il 18 novembre 2022.

Il “terzo uomo” era un collega di lavoro della donna che, “martedì mattina [dopo il delitto], nell’orario consono, si è presentato presso il magazzino [della ditta Wam, per cui lavora] chiedendo un cambio indumenti, senza un previo avviso. Il magazziniere si è insospettito della quantità del materiale, di cui è stato richiesto il cambio, in misura assolutamente maggiore a quella consueta.” È quanto si legge negli atti di indagine. Sugli indumenti, sequestrati il 25 novembre scorso, non sono stati svolti esami, solo rilevate delle foto che mostrano macchie e terriccio.

Con atto depositato il 31 marzo, il marito di Alice, Nicholas Negrini, assistito dall’avvocato Antonio Ingroia, ha richiesto alla Procura di Modena di effettuare, su di essi, degli accertamenti irripetibili. “Noi avevamo depositato una richiesta di ampliare l’incidente probatorio sui reperti e di fare accertamenti della tuta”, spiega l’avvocato Ingroia, “ma non ci è stata data risposta.”

Questo il quesito formulato dalla difesa di Negrini: “Dica il perito se su quegli indumenti vi siano tracce di DNA della sig.ra Alice Neri e/o tracce di olio compatibile con fusto trovato sul luogo dell’incendio, e/o tracce di fuliggine e/o residui dell’incendio che ha distrutto la vettura della sig.ra Alice Neri, e confronti i residui di terra ed erba rinvenuti nell’orlo dei pantaloni della tuta de qua, con il terreno e la vegetazione presente sul luogo dell’incendio e ne indichi l’eventuale corrispondenza.”

In realtà, si legge su Fanpage, i reperti, dissequestrati e restituiti alla ditta Wam, sarebbero stati distrutti i primi giorni di marzo. Ciò è molto grave, secondo la criminologa Katia Sartori, consulente del marito di Alice perché, com’è ovvio, in una indagine, andrebbero valutate più piste: “Tutto ciò che è a carico di Gaaloul [il tunisino 29enne, principale sospettato del delitto, ndr] è di matrice indiziaria, e gli elementi sono molto deboli. Se gli accertamenti tecnici non danno riscontri della sua colpevolezza cosa si fa?”

“Non è che non crediamo alla pista privilegiata dalla Procura”, prosegue la difesa di Negrini, “però gli accertamenti irripetibili in corso in questo momento non saranno utilizzabili in futuro nei confronti di nuovi indagati. È un fatto formale. Noi depositeremo una memoria sulle incongruenze del terzo uomo.”

Il “terzo uomo”. Cosa sappiamo del “terzo uomo” e del suo rapporto con Alice Neri? All’inizio delle indagini, gli investigatori si erano concentrati su di lui. Secondo una fonte anonima, Alice provava nei suoi confronti un sentimento profondo e sembra gli abbia indirizzato una lettera contenente una citazione da Romeo e Giulietta di Shakespeare: “Ma tu chi sei, che avanzando nel buio della notte, inciampi nei miei più segreti pensieri?” E, a proposito di citazioni: a ridosso del ritrovamento del corpo senza vita di Alice, l’uomo avrebbe pubblicato e poco dopo rimosso da un suo profilo social, una citazione del Cantico dei Cantici (8:6-7): “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!”

Il 10 novembre, otto giorni prima della morte di Alice, l’uomo le avrebbe regalato un braccialetto con un ciondolo a forma di cuore. Parlando di lui a un’amica, la giovane avrebbe affermato di voler porre fine al rapporto con il soggetto, ma sembra che i due avessero continuato a sentirsi. La mattina del giorno del delitto, il 17 novembre, secondo quanto appurato dall’avvocato Roberto Ghini, difensore di Mohammed Gaaloul, l’uomo avrebbe incontrato Alice tra le 5,42 e le 6,48 a San Prospero. Più precisamente: la donna è giunta in loco alle 5,42; il terzo uomo l’ha raggiunta alle 5,46: le loro auto sono state viste uscire insieme da San Prospero alle 6,48. Individuati tramite i varchi comunali, il riscontro del loro passaggio è dunque avvenuto mediante targa system. Il marito della vittima ha confermato, si legge su Fanpage, che talvolta Alice usciva di casa prima delle 6,15, quando di solito suonava la sveglia. È possibile che i due fossero soliti incontrarsi la mattina presto? Estratto di un’intercettazione telefonica tra l’uomo e sua moglie, disposta dopo l’omicidio: “Che cosa fai tutte le mattine quando esci?”, chiede lei. “Te lo dico dopo”, risponde lui.

In ogni caso, secondo fonti investigative, sempre riportate da Fanpage, le celle telefoniche collocherebbero il “terzo uomo” a casa dalle 20 della sera del 17 novembre fino alle 5 del 18. Giorno in cui – riporta il quotidiano on line – secondo la cronologia di Google maps del soggetto, questi sarebbe uscito alle 5,27 e giunto alle 6,06 presso il luogo di lavoro. E, secondo fonti investigative, la sua macchina sarebbe stata vista proprio a Cavezzo verso le 6,30.

DNA maschile su un fazzoletto sulla scena del crimine. Tornando a quanto dichiarato dalla difesa di Nicolas Negrini in tema di analisi forensi, importante potrebbe rivelarsi quella di un fazzoletto rinvenuto e repertato sulla scena del crimine lo scorso 10 marzo dai consulenti di parte Luciano Garofano e la già citata Katia Sartori. “È importante”, considera quest’ultima, “perché lo abbiamo trovato sotto la coltre di fuliggine, tra il resto dello pneumatico della macchina di Alice e della colatura di plastica mista. Al momento noi abbiamo riscontrato del DNA maschile, e abbiamo richiesto di vedere se si tratta di quello di Mohammed Gaaloul.”

In questi giorni sono in corso gli accertamenti irripetibili sugli ulteriori reperti recuperati sul locus commissi delicti e, da primissime indiscrezioni, sembra non sarebbero presenti impronte sulla tanica, né tracce utili sui pantaloni e il borsello del sospettato Gaaloul. “Per ora posso dire che gli esiti preliminari mi sembrano utili”, considera Roberto Ghini, il difensore del 29enne, “gli esiti provvisori sembrano confermare la nostra tesi.”

Nuovi accertamenti medicolegali. Nel frattempo, la Procura ha affidato alla professoressa Cristina Cattaneo un nuovo esame dei resti mortali di Alice Neri. Ciò allo scopo di accertare se sulle ossa rivenute nel baule dell’auto della vittima data alle fiamme siano riscontrabili lesioni compatibili con armi da taglio o comunque eventi lesivi. Già nei mesi scorsi si era accennato al fatto che sui resti della donna si fosse registrata la presenza di alcune fratture, forse ascrivibili alla “carbonizzazione”. Per acquisire ulteriori certezze in merito, ecco dunque nuovi esami. Oltre che alla professoressa Cattaneo, l’incarico è stato conferito alla collega Debora Mazzarelli. Autorizzata, dunque, la traslazione dei resti di Alice Neri all’obitorio di Milano dove, il prossimo 19 aprile, inizieranno le indagini. Termine assegnato, sessanta giorni. In passato, Cattaneo si è interessata, tra l’altro, dei casi di Yara Gambirasio e di Stefano Cucchi. Ordinaria di Medicina legale presso l’Università degli Studi di Milano, è direttore del Labanof (Laboratorio di antropologia e odontologia forense), fondato nel 1995.

“La professoressa Cattaneo svolgerà la perizia insieme a un’altra collaboratrice, per verificare se vi sono tracce di eventuali eventi lesivi sul corpo di Alice”, ribadisce il difensore della famiglia della vittima, l’avvocato Cosimo Zaccaria. “Parliamo di qualsiasi evento lesivo o atto lesivo: è in sostanza un ulteriore approfondimento di carattere medico legale.”

“L’incarico alla dottoressa Cattaneo è stato dato dal pm e noi non ci siamo opposti”, dichiara l’avvocato Ghini. “Il quesito è ampio e sembra quasi una nuova autopsia. La professoressa Cattaneo, del Labanof, è il massimo esperto i Italia per l’esame con un microscopio elettronico particolarissimo, utile a vedere e individuare su alcune ossa lunghe se i segni possono essere compatibili con l’utilizzo di qualche strumento: forse più una lama che un corpo contundente, però pare davvero poco probabile. Ancora oggi non sono chiare le cause del decesso della signora Alice Neri.”