di Luca Marrone
Modena. Nuovi sviluppi relativi al caso di Alice Neri, la 32enne trovata carbonizzata nel bagagliaio della sua auto, in una zona isolata di Fossa di Concordia, nel Modenese, il 18 novembre 2023. Principale sospettato del delitto, com’è noto, il 29enne tunisino Mohamed Gaaloul.
Sono attualmente in corso accertamenti tecnici su una serie di reperti recuperati sulla scena del crimine. Un elemento emerso in questi giorni che, secondo quanto si legge sul Corriere della Sera e sul Quotidiano Nazionale, potrebbe rivelarsi idoneo a ridefinire lo scenario di indagine attualmente percorso dagli investigatori, è la traccia di Dna maschile presente su uno degli oggetti in esame, il reggiseno della vittima trovato a circa 10 centimetri di distanza dall’auto data alle fiamme.
Il materiale genetico presente sulla spallina dell’indumento non risulterebbe appartenere a Gaaloul. Si tratterebbe, a quanto emerso, di un Dna misto, della vittima e di un uomo sconosciuto. Tre giorni fa, in sede di incidente probatorio, è stato assegnato ai periti l’incarico di effettuare accertamenti tecnici su ulteriori elementi recuperati in sede di sopralluogo. I consulenti della difesa del marito di Alice, Nicholas Negrini, hanno infatti consegnato agli analisti due mozziconi di sigaretta, un fazzoletto rinvenuto sotto lo pneumatico della vettura carbonizzata – che sembra contenga a sua volta materiale genetico – e la maniglia di un’auto, anch’essa presente sul locus commissi delicti. “Da un primo accertamento fatto da noi è emersa la presenza di un profilo seppur parziale di Dna maschile e per noi è chiaramente un elemento di grande interesse investigativo”, dichiara la criminalista Katia Sartori, consulente della difesa di Negrini, sottolineando come i nuovi accertamenti potrebbero rivelarsi utili per chiarire i numerosi aspetti ancora oscuri della vicenda. Sempre a fini di indagine, Negrini ha inoltre affidato agli esperti anche gli anelli indossati da Alice durante l’ultima notte in vita, che gli erano stati riconsegnati, e alcuni capelli prelevati da una spazzola utilizzata dalla donna.
“Verranno fatti una serie di esami su elementi raccolti dalla difesa di Negrini,” conferma l’avvocato Roberto Ghini, difensore del tunisino 29enne. “Saranno accertamenti sicuramente utili nella ricostruzione dei fatti. Ci sono sei perizie in corso, che per quanto mi riguarda stanno andando positivamente: pare che Dna in quella scena ce ne sia e non necessariamente riferibile al mio assistito.”
“Pare scomparsa l’ipotesi fantasiosa del terzo uomo”, afferma Cosimo Zaccaria, avvocato della famiglia della vittima, “speriamo ci si concentri ora sugli elementi concreti che sono stati raccolti. Mi sembra infatti che siano state trovate tracce di Dna di Alice sulla tracolla del signor Gaaloul.”