Ennesima manifestazione calcistica che si svolgerà nel tanto criticato Medio Oriente. Dopo i mondiali più costosi di sempre disputati in Qatar e il trasferimento record a livello di stipendio – proprio in Arabia Saudita – di Cristiano Ronaldo, che può fruttare al portoghese fino 1 miliardo di dollari, anche l’Italia si piega ai milioni del petrolio. E così anche la vincitrice dello scorso campionato italiano (Milan, ndr) e la vincitrice della scorsa Coppa Italia (Inter, ndr) saranno ospitati nella capitale saudita. Arabia Saudita che peraltro è in corsa per l’assegnazione del Mondiale di calcio 2030.
Tutto questo a dispetto del clamore e delle polemiche per la violazione dei diritti civili e lo sfruttamento dei lavoratori, il vil denaro riesce a vincere e risolvere sempre qualsiasi questione.
Un derby che si preannuncia non entusiasmante, soprattutto se si pensa che nella stessa città e nello stesso stadio soli pochi giorni fa si è visto “El Clasico” tra Real Madrid e Barcellona, gara spettacolare in termini di intensità e campioni in campo, che ha visto la vittoria dei blaugrana.
C’è da dire che il Milan viene da una striscia di risultati allarmanti, ha detto addio – come peraltro Inter e Juve – al sogno scudetto, ed è immerso in un mediocre e continuo percorso di redenzione. Altro punto ha sfavore della squadra guidata da Pioli è sicuramente l’avere gli uomini contati. Vincere sarebbe una boccata d’ossigeno anche perché critiche più o meno implicite cominciano lentamente ad adombrarsi sulla sua figura e perché il calcio è uno sport in cui non si vive di passato e non esiste riconoscenza. In casa Milan avere un risultato di prestigio darebbe una spinta umorale, tra una proprietà a dir poco aleatoria -l’ennesima – che non intende minimante investire nel club ma solo trarne un profitto economico. I pochi acquisti e soldi spesi durante la sessione estiva si sono rivelati un clamoroso flop, ma per i tifosi rossoneri il ds Paolo Maldini è un beniamino intoccabile e meritevole di culto e adorazione. Qualcosa in un gruppo che l’anno scorso tramite l’abnegazione e l’unione aveva sopperito a carenza tecniche si è inceppato.
Il primo tempo di Lecce è stato spaventoso non solo perché il Milan stava perdendo per 2-0, ma perché il dominio dei salentini appariva totale. Può una squadra sconclusionata ritrovarsi nel giro di quattro giorni? Secondo me, no.
Ma questo non significa che non possa vincere, perché spesso contro gli “odiati cugini”, i rossoneri riescono a gettare il cuore oltre l’ostacolo.
MILAN (4-2-3-1), la probabile formazione: Tatarusanu; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer, Tonali; Messias, Brahim Diaz, Leao; Giroud. All. Pioli
l’Inter è sicuramente – per lo meno a livello di rosa completa a disposizione – più forte. Eppure non sta sicuramente meglio. La squadra nerazzurra ha qualche fragilità in mezzo al campo (assente Brozovic),e si è ormai rassegnata ad un Lukaku dimezzato (non ci sarà, almeno dall’inizio).
Poi ci sono le preoccupanti prospettive di mercato. Tutti hanno capito – da come parla Marotta – che Skriniar se ne andrà (anche se in estate), i limiti di De Vrij sono ormai sotto gli occhi di tutti e Bastoni non pare più più come prima. D’altronde ci sarà una ragione se l’Inter è tra le prime sette (e non solo) quella che ha subito più gol. Per fortuna che c’è Acerbi, arrivato tra lo scetticismo dei tifosi per il suo passato da “ultras rossonero”. Ora invece perno fondamentale, nonché il più affidabile, della difesa di Inzaghi. In campionato tanti passi falsi e poca continuità e anche qui un gioco non all’altezza. La vittoria con il Napoli è stata un episodio isolato, cui è seguita subito la pessima prestazione di Monza. Le “vedove di Conte” non se ne sono mai andate.
Ritrovare il filo del discorso, abbandonato nei dieci minuti finali con i brianzoli, anche in questo caso sembra un esercizio non semplice.
INTER (3-5-2), la probabile formazione:Onana; Skriniar, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Dzeko, Lautaro Martinez. All. Inzaghi