di Luca Marrone
Pescara. Condotta a termine dalla polizia l’operazione “Poison”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila, per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Risultato: identificazione e denuncia di sette minori, tra cui una ragazza. È quanto si legge in una nota. L’indagine, avviata su impulso del C.N.C.P.O. (Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online) del servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, ha preso avvio da una segnalazione del servizio emergenza infanzia (114), relativa alla condivisione, su gruppi social, di contenuti pedopornografici e di “stickers/meme” di carattere zoofilo, necrofilo, scat, splatter, nonché di violenza estrema, apologia di nazismo/fascismo, atti sessuali estremi, mutilazioni, atti di crudeltà verso esseri umani e animali. Materiale raccapricciante, che mostra vittime il cui dolore non ha mancato di suscitare commenti di scherno da parte del gruppo di adolescenti che lo ha condiviso.
Con un lavoro certosino, continua la nota, gli investigatori della polizia postale hanno analizzato oltre 85.000 messaggi presenti in cinque diversi gruppi social, al fine di identificarne gli autori. All’esito dell’operazione, che ha coinvolto anche i centri operativi sicurezza cibernetica della polizia postale di Puglia, Lazio, Lombardia e Campania, sono stati denunciati sette minori, di età compresa tra i tredici e i quindici anni, appunto per aver ricevuto e inviato, su diversi gruppi social, immagini di bambini, anche di tre o quattro anni, vittime di abusi sessuali.
Restano tuttora al vaglio degli inquirenti le posizioni di ulteriori ventidue minori, che si sono limitati all’invio dei “meme”: attese le problematiche culturali ed educative emerse, non si esclude l’intervento dei servizi sociali.
L’operazione ha confermato, prosegue la nota, la gravità di un fenomeno dilagante tra i giovanissimi, i quali, sui social, spesso banalizzano eventi drammatici del passato o mostrano una assoluta indifferenza verso violenze e stupri, anche nei confronti di bambini piccolissimi. Nel postare immagini sempre più truculente, sembrano animati da una volontà di condurre una agghiacciante competizione, con lo scopo di suscitare stupore e commenti divertiti e sprezzanti.