di Luca Marrone

Roma. Venticinque anni, romano, Filippo Felici è stato rinvenuto in fin di vita in via Publio Rutilio Rufo, poco distante dalla fermata della metro Subaugusta, verso le 2,00 della notte tra il 25 e il 26 ottobre. Vani i tentativi di rianimarlo posti in essere dai soccorritori, il giovane è morto poco dopo.

A richiedere l’intervento, testimoni che sembra abbiano visto alcune persone fuggire dalla via. Dietro la schiena della vittima, riscontrati alcuni segni, probabilmente ferite inferte con un coltello.

Intervenuti in loco gli agenti della squadra mobile e la polizia scientifica, che ha proceduto a effettuare i necessari rilievi. Utili elementi di indagine potrebbero giungere delle riprese delle videocamere di sorveglianza e dai residenti della zona. Durante la notte, prima che il giovane venisse rivenuto, alcune persone sarebbero state svegliate da grida provenienti dalla strada.

“Era un ragazzo tranquillo, lo vedevamo spesso portare a spasso il cane”, riferisce un vicino, “qui non ci sono mai stati episodi del genere”. Felici viveva nel quartiere, con la sua famiglia: il padre dirigente d’azienda, la madre insegnante e un fratello. “Lavorava in una pizzeria al taglio quest’estate e mi aveva raccontato che si era fatto male alla schiena e che aveva dovuto lasciare il lavoro”, racconta la dipendente di un bar vicino. “Martedì era senza voce, mi ha detto che era stato allo stadio. Era un bravo ragazzo Filippo, anche se mi diceva che frequentava compagnie sbagliate e che gli piaceva menare le mani. Aveva un gran bisogno di parlare, qui da noi spesso si sfogava. Non so cosa sia successo l’altra notte.”

Il pm titolare dell’indagine disporrà l’analisi del telefonino del ragazzo per ricostruire i contatti delle ore precedenti al decesso. Per i risultati dell’autopsia, affidata all’istituto di medica legale di Tor Vergata, sarà necessario attendere alcuni giorni.