di Michel Emi Maritato

Bandito un concorso dal Centro Alfredo Rampi, il bimbo scomparso nel pozzo di Vermicino nell’81

Alfredo Rampi: il ricordo del bimbo morto nel pozzo a Vermicino, vicino Roma, quasi quarant’anni fa è sempre presente. A tenere viva la memoria di quella tragedia il “Centro Alfredo Rampi Onlus”, associazione nata nel 1981, insignita di onorificenze dalla presidenza della Repubblica, molto attiva nel campo della prevenzione del rischio ambientale e della collaborazione con la protezione civile per eventi legati alla sicurezza e al soccorso in emergenza. Fu proprio il compianto Capo dello Stato di allora, Sandro Pertini, a suggerire alla coraggiosa mamma di Alfredo Franca, oggi presidente onorario della Onlus, l’istituzione di una organizzazione efficiente volta ad attivare una rete di intervento e protezione in caso di necessità. Proprio l’inadeguatezza dei soccorsi, insieme al caso mediatico costruito sulla vicenda, con una diretta Rai no-stop di 18 ore, ha dato vita a violente polemiche dopo l’inspiegabile fine del bimbo, verificatasi in circostanze del tutto impreviste. Ė il 10 giugno del 1981 e la famiglia Rampi – papà Ferdinando, la mamma Francesca Bizzarri, Alfredo che ha 6 anni e il fratellino Riccardo di 2 – si trova in vacanza nei pressi di Frascati, una amena località dei Castelli Romani, in casa della nonna paterna Veja. La sera, di ritorno da una passeggiata nei campi sulla via di Vermicino, papà Ferdinando nota che Alfredo si è allontanato. Dopo circa un’ora di inutili ricerche, vengono allertate le forze dell’ordine ed entro breve è proprio la nonna a indicare la tragica possibilità che il bimbo sia caduto in un pozzo artesiano, scavato da poco da un vicino che sta edificando una nuova abitazione. Da quel momento inizia un calvario durato tre giorni: vani tutti i tentativi di salvataggio che vedono alternarsi massimi esperti di speleologia, geologia, forze dell’ordine e tecnici vari a gente comune che, per conformazione fisica potrebbe raggiungere Alfredo, contenere il suo corpicino esile in una imbracatura e sollevarlo dai 60 metri in cui si trova, salvandogli la vita. Fino a toccare aspetti paradossali. Arrivano nani, contorsionisti, esperti di pozzi, adolescenti dall’esile corporatura. Memorabile l’intervento di Angelo Licheri, un minuto signore che calandosi riesce ad arrivare al bimbo mancandolo per poco. Tutto inutile: neppure il tunnel parallelo scavato accanto – ultima ratio – può compiere il miracolo anzi, le vibrazioni degli strumenti usati peggiorano la situazione. Alla tragedia che si sta compiendo nelle viscere del terreno si contrappone il pietoso spettacolo che sta andando avanti, primo terrificante reality show della rete televisiva italiana. Ci sono 21 milioni di telespettatori da 18 ore incollati alla Tv per sostenere Alfredino, ormai diventato il figlio di tutta la Nazione. Per questo, il presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini in persona, arriva sul luogo della tragedia a testimonianza di come la Repubblica italiana è vicina ai suoi figli nei momenti più significativi, nella buona e nella cattiva sorte. Non intendiamo, con giudizio postumo, qualificare l’interminabile diretta Rai. Nei casi di emergenza non è facile interpretare emozioni ed esigenze della pubblica opinione. Di fatto, nella notte di Vermicino l’Italia è tutta con Alfredino e tragico in quei momenti sarebbe stato interrompere quel filo esile che legava il Paese ad Alfredo, alla coraggiosa mamma Franca, a Sandro Pertini, a tutti i soccorritori e alle forze dell’ordine che fin dal primo momento sono state presenti e attive. Per questo, a 39 anni dalla tragica vicenda, dolore e speranza si rinnovano attraverso il Centro Alfredo Rampi, grazie all’incessante attività svolta in tema di prevenzione ambientale tra i giovani, in collaborazione con le massime istituzioni nazionali e in sinergia con la protezione civile che, causa quella inenarrabile tragedia, può oggi avvalersi di una imponente organizzazione e di una rete di collaborazioni senza uguali. A sostegno di tale sforzo, da due anni l’associazione ha istituito un premio letterario per opere dedicate all’infanzia, per celebrare il quarantennale della costituzione del Centro Rampi. Il 31 luglio 2020 è stato lanciato il nuovo bando, rivolto a grandi, bambini e ragazzi, imperniato sulla esortazione “più in là”!, tratta da una poesia di Eugenio Montale “per sognare e guardare oltre”, scrivono sul sito della associazione. Un concorso rivolto a tutti e in particolare al mondo della scuola, con componimenti letterari sul tema proposto che siano relativi alla “letteratura sull’infanzia ed adolescenza”: storie, avventure reali o di fantasia, fiabe, favole, novelle, ambientate in qualsiasi epoca e in qualsiasi paese. Per cercare sempre un “oltre” anche di fronte della situazione più dura. Così come ci ha insegnato mamma Franca, che dalla tragedia di suo figlio e della famiglia, con il Centro Alfredo Rampi ha inseguito la speranza affinché tali drammatici eventi non si verifichino più.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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