di Marco Vittoria
Esce il terzo singolo di Giuseppe Lanno. In rete anche l’immancabile video ufficiale.
Cantautore, videomaker spesso al servizio di grandi nomi della scena indie. Giuseppe Lanno, penna finissima e di grandissimo gusto che cerca nella melodia non il conforto automatico di soluzioni facili, fin troppo orecchiabili per il target radiofonico… Ormai ci ha abituati ad una ricerca del dettaglio restituendo alla sua forma canzone una solidità e una forma liquida, digitale, che richiede ascolto attento. Esce il terzo singolo a completare una triade di canzoni corredate, ovviamente, anche di video ufficiali forse ancora più interessanti delle canzoni stesse. L’ultimo in ordine di tempo è “La materia oscura”: liriche dedicate a questa strana quanto invisibile connessione che esiste tra gli uomini e la vita e le sue infinite interconnessioni che celebriamo ogni giorno. Una scrittura davvero elegante quella di Giuseppe Lanno figlia di un momento digitale che supporto e determina la nuova scena cantautorale italiana.
Nuovo brano di un progetto che vive solo in rete. Per ora almeno… perché questa idea?
Mi interessava condividere una sessione di lavoro e di scrittura che non fosse necessariamente legata alla cornice di un disco o un EP. Principalmente perché non ho scritto un disco e quindi ho pensato che potesse aver senso lanciare dei singoli e farli esistere, dargli la possibilità di testimoniare questo momento di scrittura e poi provvedere a loro sul palco.
Darai mai alle stampe un disco o hai qualche altra idea ispirata da questi nuovi mezzi digitali?
Sì, mi piacerebbe moltissimo scrivere un disco e stamparlo. Per farlo devo prima scriverlo, cioè sentire in quello che sto facendo la coerenza interna che non significa solo scrivere nello stesso periodo, ma trovarmi nelle stessa materia che sto producendo. Per quanto riguarda i mezzi digitali possiamo anche dire ormai che non siano nuovi o se parli di cose nuove che non conosco questo ti fa capire il mio limite in tal senso. Non ho idee in merito, so che posso pubblicare le mie canzoni in questo modo e lo faccio. Si può lavorare moltissimo sull’aspetto della fruizione anche fuori dal palco, ma è un lavoro specifico che contempla anche fattori economici, mode, che io in gran parte ignoro. So perfettamente che può suonare molto ingenuo, ma io voglio scrivere, registrare, suonare. Devo interessarmi anche alla canalizzazione di questi sforzi per il bene di quello che faccio, ma è anche per questo che si cerca di strutturare il progetto insieme ad altre persone.
A proposito di nuovi mezzi. Secondo te la musica che cosa sta diventando? Oppure cosa pensi che diventerà?
Mi fai una domanda davvero molto complessa. L’oggettivazione del fenomeno di cambiamento di qualsiasi cosa presuppone una competenza che non penso di avere. Io ascolto tanta musica diversa, lavoro come regista con tanto materiale musicale diverso, scrivo io stesso canzoni, ma non saprei dirti sinceramente cosa possa diventare la musica. Io penso che, bene o male, le persone continueranno a produrre ciò che sentono di dover produrre, alcuni produrranno ciò che gli chiederanno di produrre, tutto seguendo criteri di necessità ed economia. La fruizione può cambiare, possono pure inventare la musica da mangiare, ma alla fine la sostanza credo che rimanga invariata nella motivazione di chi crea.
A chiudere: in pentola bolle una nuova scrittura? Un nuovo video? Un nuovo concetto?
Con la stagione dei concerti ormai rimandata a quando sarà possibile stare insieme in una stanza, direi che cercherò di ultimare le registrazioni di alcuni brani che esisteranno insieme a quelli già pubblicati. Ci saranno altri video, ci saranno altri concetti a completare un momento di scrittura.


