di Giovanni Lucifora
Il Dance Music Awards è un premio indipendente che valorizza tutti coloro che operano nei vari ambiti del mondo musicale e nello specifico nel settore dance. Il premio sostiene e diffonde con prestigio il nome e la professionalità di quanti riescono a raggiungere per acclamazione, attraverso un voto popolare, il maggior gradimento. Quest’anno è la quinta edizione e i primi dieci classificati andranno a Milano per la finalissima dove verrà decretato il vincitore di ogni categoria.
Abbiamo incontrato uno dei concorrenti, Riccardo Di Lazzaro, candidato come miglior ‘resident dj’ per l’anno 2016. Classe 1991, Riccardo è considerato uno tra i più talentuosi dj sotto i 30 anni in Italia. Suona all’Art Cafè, locale di punta della movida romana ed è dj producer a radio globo dove si occupa del programma ‘The morniing show’. Ovviamente l’estate vive a Ibiza per lavoro prediligendo sonorità deep, house e tribali contaminati da altri generi.
“Sono rimasto molto sorpreso della mia candidatura – confessa Riccardo – tanto che quando il mio amico Giulio Mariani, anche lui in gara per la categoria miglior brano, mi ha detto che ero stato candidato non ci credevo. Essere accostato a nomi importanti nel panorama del deejing italiano mi ha fatto molto piacere. In questa edizione insieme ad altri due miei colleghi rappresento Roma e, in un contesto dove la capitale risulta una piazza svantaggiata rispetto a Milano o Napoli, farò del mio meglio per portare in alto il nome della mia città anche se tutto dipende dai voti che riceverò”
Cosa pensi della professione del dj?
Che è la professione più bella del mondo. In realtà però il dj vero e proprio non esiste più e sono pochi quelli che riescono a vivere facendo solo il dj. Siamo considerati musicisti e con l’avvento della musica pop elettronica creata da famosi dj producer come Guetta, Calvin Harris o Sinclar, i dj da semplici intrattenitori sono diventati delle vere e proprie pop star. Il dj puro, quello da club, è oramai in via di estinzione ed è un lavoro considerato relativamente semplice invece è un continuo studio di tecniche, musica, ritmi, suoni e addirittura psicomusica. Purtroppo oggi vedo sempre più persone in consolle senza la conoscenza adeguata e questo mi dispiace.
Cosa pensi del panorama del clubbing italiano?
Vorrei essere nato negli anni ’70. Ascoltando i racconti dei dj più anziani come il mio maestro Andrea Torre mi accorgo che in quel periodo, cioè gli anni ’80 ’90, la figura del dj era quella che mi ha fatto innamorare di questo lavoro. Adesso non è più così e in Italia è difficile trovare imprenditori del mondo della notte capaci di credere in un progetto musicale. Cercano solo il guadagno a discapito dell’arte e chi riesce a fare qualcosa di importante spesso deve esportare il suo prodotto all’estero. Siamo molto indietro rispetto al resto d’Europa. Spero in un cambio di mentalità.
Negli ultimi tre anni Riccardo Di Lazzaro ha suonato all’Art Cafè di Roma. Che esperienza hai vissuto?
E’ successo tutto molto velocemente. Ho iniziato all’Art Cafè che avevo 22 anni e oggi la sento un po casa mia. E’ un locale bello ma anche difficile dove il pubblico è pretenzioso che ricerca la perfezione così ogni serata risulta molto impegnativa. Io guardo sempre la pista e cerco di accontentare di volta in volta il pubblico. Quest’anno stiamo lavorando per creare un progetto musicale diverso con suoni meno commerciali per provare a riportare la musica da club al centro dell’attenzione. Colgo l’occasione per ringraziare l’Art Cafè per questi anni passati insieme a tutte le persone che mi hanno appoggiato in questo percorso e soprattutto il pubblico che mi trasmette ogni volta emozioni grandissime.
Progetti futuri?
Sono convinto che il duro lavoro paghi e non vado di fretta. Spero di fare una grande stagione e vorrei salutare anche i miei ‘compagni di viaggio’ di radio Globo in particolare la banda del ‘Morning show’ di cui sono onorato di far parte. Per il resto bolle in pentola qualcosa anche a livello di produzione musicale.
Adesso però spiega come possiamo votarti al Dance Music Awards
Semplicissimo: bastano cinque minuti. Bisogna andare sul sito www.dancemusicawards.it e nella categoria votazioni inserire tutti i dati personali e spuntare il mio nome sotto la voce miglior resident dj 2016. Mi raccomando, oltre che per il resident dj, si vota per altre 5 categorie tra quelle elencate. Conto sull’aiuto di tutti.


